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    I terroristi dello Stato Islamico

    Si avvera il “monito all’Europa” dei cristiani perseguitati in Medio Oriente

    © AP Photo/ Seivan Selim
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    Nell’anno 2014, il 9 di Agosto, l’Arcivescovo cristiano iracheno di Mosul, Emil Nona, aveva ammonito l’Europa affermando: “Le nostre sofferenze di oggi sono il preludio dei quelle che anche voi europei e cristiani occidentali dovrete soffrire in un futuro prossimo”.

    Quelle parole erano profetiche di quanto sarebbe presto accaduto: l'attacco jihadista contro la Chiesa di Saint Etienne du Rouvray in Francia, lo scorso martedì, che è culminato con il primo sacerdote cattolico assassinato dallo Stato Islamico sul suolo europeo, ci ha fatto  ricordare quel monito.

    Non fu soltanto l'arcivescovo caldeo a lanciare quell'avvertimento, nell'anno precedente, nel 2013, vi era stata la denuncia del Vicario apostolico di Aleppo, in Siria, Monsignor Giuseppe Nazzaro, il quale aveva denunciato l'indifferenza dell'Europa mentre veniveno massacrate e perseguitate le comunità cristiane d'Oriente con l'aggressione dei gruppi terroristi jihadisti armati dall'Arabia Saudita e dall'Occidente: "Europa cieca e muta di fronte alle soffferenze delle comunità cristiane d'Oriente", aveva gridato il religioso per svegliare le coscienze degli europei. L'appello fu totalmente ignorato ed oscurato dai media atlantisti che sostenevano la campagna voluta da Washington dell'Assad "tiranno" da abbattere.

    In realtà l'Europa (in particolare Gran Bretagna e Francia) non soltanto era "cieca e muta" ma era quella che (assieme ad americani, sauditi, qatarioti e turchi) armava e sosteneva i gruppi jihadisti come il famigerato "Jabat al-Nusra" e gli altri che massacravano le comunità cristiane e bruciavano le Chiese, mozzavano la testa alle persone e crucifiggevano coloro che venivano considerati "apostati". Qualche esponente europeo se ne vantava anche, come si possono ricordare le dichiarazioni del ministro degli Esteri francese, l'ineffabile  Laurent Fabius (ebreo e filo sionista) il quale, riferendosi alle attività del gruppo Jabat al-Nusra, disse che questi miliziani "stavano facendo un buon lavoro in Siria". Per questa sua dichiarazione fu denunciato presso la Corte di Giustizia europea da un gruppo di cittadini francesi di origine siriana.

    Si sapeva del sostegno ai "ribelli" praticato dal governo francese ed anche Francoise Hollande se ne vantò, in una famosa intervista, in cui riconobbe che il suo governo sosteneva e forniva appoggio ai "ribelli" siriani per rovesciare il regime di Bashar al-Assad. I terroristi in quel caso venivano considerati "ribelli" meritevoli di sostegno dal Governo francese. Vedi: Il presidente Hollande riconosce che la Francia ha armato le milizie anti siriane

    La cruenta persecuzione che i cristiani del Medio Oriente hanno sofferto negli ultimi anni è arrivata in Europa, come realtà che era stata prevista ed annunciata da coloro che l'avevano subita in prima persona.

    Da notare come anche il Papa Francesco si sia aggiunto a quanti non vogliono considerare il pericolo dell'odio religioso praticato dalle componenti integraliste dell'Islam wahabita e salafita, arrivando a sostenere ultimamente (a proposito dello sgozzamento di un sacerdote) che questa non sarebbe una guerra di religione: "C'è guerra per interessi, soldi, risorse della natura, per il dominio sui popoli — ha spiegato — questi sono i motivi. Qualcuno parla di guerra di religione, ma tutte le religioni vogliono la pace. La guerra la vogliono gli altri, capito?".

    Papa Francesco
    © AP Photo/ Filippo Monteforte, pool
    Tanto che molti osservatori iniziano a domandarsi per chi e per quali forze lavori realmente questo Papa che si è schierato con tutte le posizioni anticristiane e moderniste della corrente "ideologia mondialista" ed ha sanzionato pesantemente i cattolici tradizionalisti come i Francescani dell'Immacolata. Naturalmente l'affermazione del Papa che "tutte le religioni vogliono la pace" non è per nulla condivisa da coloro che hanno subito, nelle loro carni e nei propri familiari sgozzati, la persecuzione da parte degli islamisti di matrice wahabita e salafita che considerano obbligo per ogni credente odiare i cristiani e sopprimere ogni segno della loro presenza.

    L'Arcivescovo di Mosul aveva riferito come egli stesso fu obbligato ad abbandonare la sua diocesi che venne occupata dagli integralisti islamici, "ci vogliono convertiti o morti", raccontò, "tuttavia la nostra comunità è ancora viva".

    L'Arcivescovo Emil Nona aveva predetto che i cristiani dei paesi europei si sarebbero presto trovati ad affrontare le stesse sofferenze dei loro fratelli orientali se le autorità non prenderanno "decisioni forti e coraggiose", aveva detto. Inoltre l'Arcivescovo aveva sottolineato  che, alla luce della loro realtà del Medio Oriente", l'accoglienza praticata in Europa di grandi masse di mussulmani avrebbe presto esposto al pericoloanche le popolazioni cristiane europee". Parle profetiche. Vedi: Iraq: Parole su cui riflettere

    Tuttavia dalla massima autorità della Chiesa Cattolica Romana arriva un messaggio totalmente diverso: "tutte le religioni vogliono la pace", afferma determinato il Papa argentino."I vostri principi liberali e democratici non hanno nessun valore qui, un giorno vi pentirete della vostra politica", era stato il messaggio di questo prelato il quale aveva ricordato che, per l'Islam radicale, non tutti gli uomini sono uguali e che i valori per i mussulmani non corrispondono ai valori cristiani con cui è stata costruta la civiltà Europea. "Se non comprendete questo abbastanza presto, vi trasformerete in vittime del nemico che avete ricevuto a casa vostra", ci aveva avvertito il prelato.

    Fonte: Controinformazione.info

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    jihadista, jihad, cristiani, musulmani, Daesh, Papa Francesco, Siria, UE, Europa, Medio Oriente
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