17:52 21 Settembre 2017
Roma+ 23°C
Mosca+ 15°C
    A woman using a mobile phone walks past a shop selling Pokemon goods in Tokyo, Japan July 20, 2016.

    “Pokémon go” contagia il mondo intero. Perché?

    © REUTERS/ Toru Hanai
    Mondo
    URL abbreviato
    Tatiana Santi
    12185074

    “Pokémon go”… una semplice applicazione per telefonini, una moda o una mania? Una cosa è certa: si tratta di un gioco virtuale che sta contagiando letteralmente tutto il mondo ed è un fenomeno senza precedenti.

    Sembrerebbe una banale applicazione come tante altre, però il successo di "Pokémon go" è incredibile, il mondo intero è in preda a dei mostriciattoli colorati da acchiappare. Ci giocano i più grandi e i piccini, a patto che si abbia uno smartphone a portata di mano. Il gioco ha conquistato schiere di fan sia in Italia sia in Russia. Curioso il caso degli avvistamenti di pokémon anche agli Uffizi di Firenze. Magari tra un mostro e l'altro, l'occhio dei giocatori cadra` anche sui capolavori del Rinascimento italiano…

    Giocatori di Pokemon Go
    © Sputnik. Alexandr Kryazhev
    Qual è il segreto di tale successo e quali rischi comporta la caccia ai pokémon? Sputnik Italia ha raccolto diverse opinioni sul fenomeno "Pokémon go".

    Un gioco pericoloso

    Claudio, impiegato di 44 anni: "Mi è capitato di incontrarne qualcuno per strada e camminavano in gruppetto a testa bassa senza curarsi minimamente di persone/cose/cani/pali presenti sul marciapiede. Al semaforo già sul verde ho dovuto superare una minicar con dentro due "sciocchini" con gli occhi fissi sullo smartphone".

    A proposito, il Codacons ritiene l'applicazione "Pokémon go" un attentato alla sicurezza e ne richiede il divieto in Italia. L'associazione sottolinea infatti il preoccupante aumento degli incidenti stradali in Italia causati da utenti distratti dal gioco scaricato sul loro telefonino.

    Un gioco stupido e alienante

    Francesca, maestra di danza di 52 anni: "Non ne ho mai incontrati, ma lo ritengo un gioco stupido e alienante e da quello che ho letto l'unico aspetto positivo lo riscontra la Nintendo che ha visto le proprie azioni salire".

    È dello stesso parere anche Giorgia, assistente commerciale estero di 28 anni: "Stupido, un emblema dell'ignoranza di massa. Più che darmi fastidio, mi rattrista".

    Un pericolo per i dati personali

    Non vi è dubbio che l'applicazione sia stata una trovata geniale per fare un mucchio di soldi, in una settimana le azioni della Nintendo sono più che raddoppiate. Oltre il lato economico della faccenda, vi siete chiesti quali conseguenze può avere quest'applicazione da un punto di vista della sicurezza dei dati personali? Mentre milioni di persone sono intente a cercare i pokémon per strada, non si sa ancora concretamente dove vadano a finire i dati personali dai dispositivi cellulari.

    Carla, imprenditore di 60 anni: "Assolutamente contraria. Regaliamo a non si sa chi le immagini di dove andiamo, cosa facciamo, etc. Oltre ad essere completamente alienante, come tutto ciò che ti allontana dalla realtà".

    Nostalgia o noia?

    Come si può spiegare il successo di "Pokémon go"? Non ci sono limiti di età, la caccia ai pokémon ha fatto impazzire infatti adulti e bambini.

    La polizia spagnola con i pokemon
    © REUTERS/ Spanish Interior Ministry
    La polizia spagnola con i pokemon
    Tatiana, 25 anni, dottoranda in linguistica.: "Nostalgia del passato? In realtà io non amo i videogiochi in generale, ma ho rispetto per chi si intrattiene in questo modo. Però devo dire che riguardo ai Pokémon dopo a un'iniziale sensazione di sorpresa ho cominciato a provare una certa tristezza. E di irritazione nei riguardi di coloro che reagiscono con aggressività all'ironia con cui una parte della collettività tratta il fenomeno".

    Una moda per tutte le età

    Ecco la versione di Attilio, uno stagista di 28 anni: "Secondo me dipende dall'età. Dai 9 ai 14 è comprensibile. Nessuna critica negativa. Dai 14 ai 20 problematico perché si rischia di crescere in un mondo parallelo. Sopra i 20 credo sia grave perché potrebbe essere sintomo di noia o di un tentativo di fuggire dalla società. Non giudico negativamente gli adulti. Loro non hanno conosciuto i videogiochi o prodotti ad alta tecnologia quindi potrebbe essere un modo per riscoprire una parte di se attraverso un gioco virtuale. Tuttavia per tutti i casi credo sia una moda, quindi passata la voglia di pokemon ci sarà qualche altro gioco che non escludo possa essere ancora più isolante".

    Il gioco del futuro?

    In effetti "Pokémon go" potrebbe essere solo l'inizio di una lunga serie di giochi virtuali e tecnologici a portata di mano. È l'opinione di Lorenzo, studente di 24 anni: "Mettiamoci l'anima in pace, piacciano o no i giochi nel futuro saranno così. E il coro di dissenso uniforme è fastidioso tanto quanto la massa di bambini alienata dalla realtà virtuale."

    Guido, 30 anni professionista della pubblicità: "A me disturba pensare che sia così facile per certe persone subire il lavaggio del cervello e vivere in un'eterna infanzia".

    C'è chi la prende più alla leggera, come Nicolas, 24 anni professione operatore ecologico: "Non mi importa, sono liberi di fare quello che vogliono". È quello che ritiene anche Ugo, avvocato di 58 anni: "Ho sentito di questa moda ma non ne sono coinvolto. Per il resto se si divertono e non rompono le scatole al prossimo facciano un po' ciò che vogliono. Tra le tante pazzie di ogni giorno non mi sembra la caccia ai Pokemon quella più grave".

    La caccia ai mostriciattoli non si fermerà di certo qui. Negli Stati Uniti nasce già infatti "Pokédates", il servizio che permette ai giocatori di "Pokémon go" di trovare l'anima gemella. Insomma, passando tutta la giornata a cacciare mostri immaginari per la città puoi perdere il lavoro, ma trovare l'amore!

    Che se ne dica, "Pokémon go" è un vero fenomeno sociale, ben più complesso di quanto sembri a prima vista. 

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    Pokemon, Pokemon Go, Russia, Italia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik