17:15 16 Ottobre 2018
Il Sukhoi Business Jet (SBJ) venduto all’aeronautica militare reale thailandese

Un sogno che decolla?

© Foto : Evgeny Utkin
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Evgeny Utkin
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Cerimonia a Tessera (Venezia) il 15 luglio per la consegna di due Business Jet Sukhoi alla Royal Thai Air Force.

Questa volta nessuna presenza di politici, e da nessuna delle due parti in gioco, ma solo rappresentanti del business. Alla cerimonia di consegna di due Sukhoi Business Jet (SBJ) all'aeronautica militare reale thailandese (Royal Thai Air Force, RTAF), tenutasi a Tessera il 15 luglio, hanno partecipato infatti il comandante in capo dell'aeronautica militare reale thailandese, il maresciallo capo dell'aviazione Tridod Sonance, il presidente della "Aerei Civili Sukhoi" S.p.A. Ilya Tarasenko, il Ceo della SuperJetInternational Nazario Cauceglia, ed il Ceo della PowerJet Mark Sorel.

Poche settimane fa, alla consegna di SSJ-100 alla compagnia irlandese CityJet, sempre a Venezia, era presente il ministro dell'Industria e del Commercio russo Denis Manturov, ma non c'era nemmeno un rappresentante del governo Renzi. Questa volta invece, forse per evitare simili "figuracce", sono stati presenti solo i diretti interessati al business.

Nell'hangar della SuperJetInternational sono pronti due aerei, che serviranno per trasportare i vertici governativi della Thailandia. La base utilizzata è sempre la stessa: un famoso aereo russo-italiano, SSJ-100, ma stavolta in cabina suona tutta un'altra musica: lusso, comfort, tecnologia. L'allestimento degli SBJ per la flotta RTAF prevede tre zone: l'area VIP da 4 posti, con due tavoli di legno pregiato, telefoni satellitari e schermi di ultima generazione con sistema multimediale Inflight-Entertainment, l'area business da 6 posti, ed infine la standard, in grado di ospitare 50 passeggeri. Un vero gioiello dunque, questo nuovo membro nell'aviazione business, nell'elite mondiale dei cieli. Sono già stati consegnati simili aerei in Russia, ma questa è la prima consegna internazionale dell'SBJ.

A proposito di elite, al grande salone Farnborough International Airshow appena trascorso è stato presentato da Sukhoi SportJet il primo aereo professionale dedicato alle squadre sportive. Una novità assoluta, prima di Boeing o Airbus. Quindi, Sukhoi sembra riuscire a dimostrare di essere un aspirante leader mondiale.

Nazario Cauceglia, Tridod Sonance, Ilya Tarasenko
© Foto : Evgeny Utkin
Nazario Cauceglia, Tridod Sonance, Ilya Tarasenko
Alla presentazione di Tessera si sono dimostrati tutti soddisfatti, tra sorrisi e abbracci. Ilya Tarasenko sottolinea come questo sia il "debutto sul mercato internazionale dell'aviazione business. L'SBJ rappresenta un livello eccellente di trasporto aereo e dimostra l'approccio flessibile della "Aerei Civili Sukhoi" nei confronti dei desideri del cliente. Siamo grati di aver ricevuto l'onore di produrre i business jet per le prime personalità thailandesi". Esordisce invece Tridod Sonance: "dal momento della firma del contratto di compravendita degli aeri Sukhoi SuperJet, il 15 settembre del 2014, i dipendenti della "Aerei Civili Sukhoi" si sono organizzati per presentarci il prodotto top di gamma, che corrispondesse con le nostre specifiche richieste e che fosse completo di tutti i dettagli per il servizio a terra. Tutti i processi sono stati terminati secondo le tempistiche previste".

Ma rimane sempre un po' di "ombra" da parte italiana. Perché da un po' di tempo il progetto, orgoglio della collaborazione Russia-Italia, è diventato forse troppo ingombrante per quest'ultima. Probabilmente perché ci sono pochi aerei consegnati al momento (e quindi, il costo dello sviluppo non è ancora stato ammortizzato), o magari per altri motivi; fatto sta che il "ferroviere" (con tanti anni dedicati alla Ferrovie dello Stato) Mauro Moretti, Ad di Leonardo-Finmeccanica, ha dichiarato spesso la propria perplessità circa la collaborazione con i russi e il desiderio di uscire dall'accordo industriale, riducendo la partecipazione del gruppo italiano nella joint venture con Sukhoi. A rischio sarebbero a questo punto i 250 lavoratori italiani, altamente specializzati, che difficilmente troverebbero un altro lavoro nel settore.

Ma la visita di Moretti al Forum Economico di San Pietroburgo, se non ha fatto cambiare opinione, ha almeno alleggerito queste dichiarazioni, che sembrano dare il senso di una retromarcia. Dalla "Venezia del Nord" (così i russi chiamano San Pietroburgo) proprio poche settimane fa arrivavano queste parole di Moretti: "C'è una base forte su cui rinsaldare l'alleanza; stiamo rinnovando, per continuare a sviluppare la grande collaborazione sul Superjet-100 con i russi di Sukhoi".
Rimane però il fatto che a Venezia (quella italiana) Moretti non è venuto, né alla consegna degli aerei al primo vettore europeo (CityJet), né alla consegna del primo business jet, il 15 luglio. Un segno premonitore?

Nazario Cauceglia e Evgeny Utkin
© Foto : Walter Dabala
Nazario Cauceglia e Evgeny Utkin
Abbiamo allora chiesto alcune opinioni a Nazario Cauceglia, amministratore delegato di Superjet International.

— Cosa significa per voi la consegna dei primi business Jet? Si respira meglio?

— Per noi è un fatto molto importante. Si apre un nuovo mercato, seppur di nicchia, dove gli introiti sono maggiori, e che dà molto prestigio. Speriamo che altri clienti seguiranno questo esempio.

— Come vanno gli SSJ, anch'essi appena consegnati alla CityJet?

— Vanno benissimo, sono in piena operatività, e tutti i clienti sono contenti.

— Questi successi possono cambiare l'opinione un po' "negativa" verso la vostra partnership con i russi?  Leonardo-Finmeccanica vuole uscire dal progetto?

— Noi facciamo di tutto, attraverso il lavoro, per far cambiare idea "un po'negativa", come dice lei, agli azionisti. Poi è stato anche positivo il Forum di San Pietroburgo, al quale abbiamo partecipato e dove Putin e Renzi hanno avuto occasione di parlare.

— Come è stato dunque il Forum? E' la prima volta che Lei partecipa?

— Si, ci sono stato per la prima volta. E' un Forum molto grande, impressionante. Utile, ma i colloqui si fanno con più calma.  Anche la città è molto bella!

— Dalle dichiarazioni di Moretti sembra che la collaborazione con i russi diventi di nuovo una grande priorità, è giusto?

— Speriamo che l'appuntamento a San Pietroburgo sia stata una spinta positiva: vedremo in futuro. Ma lei sa come vanno le cose in Italia…

— Non preoccupa il fatto che i russi abbiano dichiarato di voler creare con InterJet (la compagnia messicana, che ha acquistato parecchi aerei SSJ-100) una compagnia di servizi post-vendita, di promozione e di marketing di questi aerei in America?

— No, non mi preoccupa: più vendiamo aerei, e meglio è. Bisogna arrivare ad un certo numero, quando nessuno potrà più dire che siamo alla perdita.

— La situazione politica e le sanzioni contro la Russia non hanno ostacolato il business? O in questo clima di tensioni si respira come nello smog della Cina?

— Direi di no. Facciamo "Business as usual"…ma ovviamente, si respira come ha detto lei: non è un'aria pulita. E comunque il business degli aerei non è mai stato facile.

Insomma, uno di tanti progetti ambiziosi di collaborazione tra le eccellenze italiane e russe, che si spera possa decollare nonostante le difficoltà. Può anche decollare lasciando la squadra italiana a terra. Ma i russi andranno avanti, con gli italiani o da soli.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Aereo passeggeri, SSJ100, Aereo, Forum economico di San Pietroburgo, PowerJet, Royal Thai Air Force, Aerei Civili Sukhoi, Superjet International, Ilya Tarasenko, Nazario Cauceglia, Mauro Moretti, Thailandia
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