18:22 17 Gennaio 2020
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Il recente incidente tra gli aerei da guerra russi e statunitensi in Siria ancora una volta costringe a chiedersi se le parti saranno in grado di evitare un duello aereo e un'escalation militare, scrive l'editorialista della rivista americana "The National Interest" Michael Peck.

Al Pentagono sostengono che i caccia russi abbiano attaccato gruppi dell'opposizione siriana controllata dagli Stati Uniti nel corso della scorsa settimana.

Teoricamente in Siria i voli degli aerei militari di Russia e USA non dovrebbe essere un problema: i Paesi hanno creato hotline, anche se dal punto di vista militare sono inefficaci come canali di comunicazione.

Inoltre Mosca e Washington "non hanno alcun specifico pretesto per iniziare un conflitto. I jihadisti non hanno l'aviazione e nel caso di uno scontro in aria né gli USA né la Russia potranno giustificarsi, sostenendo che il pilota pensava di trovarsi davanti un aereo dello "Stato Islamico", scrive l'editorialista del "The National Interest".

Né Mosca né Washington sono coinvolte nella lotta in Siria contro il Daesh con un gran numero di forze militari in modo che "casualmente" l'aviazione di qualsiasi Paese bombardi una struttura militare dell'altro, afferma Michael Peck.

Detto in altri termini, caso mai avvenisse uno scontro aereo, vorrà dire che la Casa Bianca avrà deciso che la difesa dei ribelli supportati dai raid aerei russi vale la pena di una guerra. Oppure la Russia improvvisamente riterrà opportuno di difendere con la forza "Hezbollah" e l'Iran. Tuttavia entrambi gli scenari sono improbabili: le "regole del gioco" sono definite e note a tutte le parti, scrive l'editorialista.

Tuttavia Russia e Stati Uniti "conducono 2 campagne aeree diverse in un solo Paese". Mosca e Washington hanno obiettivi simili, in particolare la lotta contro lo "Stato Islamico", ma supportano schieramenti radicalmente diversi all'interno del Paese. Inoltre USA e Russia hanno una lunga storia radicata di confronto e sospetti, rileva Michael Peck.

Secondo l'editorialista del "The National Interest", lo spazio aereo siriano è troppo piccolo per la Russia e gli Stati Uniti, e se le parti continueranno i raid, nel lungo termine ci sono 3 possibili scenari: una delle parti ritira le sue forze dalla Siria cedendo il compito di bombardare in esclusiva il Daesh, la Russia e gli Stati Uniti concordano la creazione di un comando unificato per tutte le operazioni aeree oppure, prima o poi, ci sarà spargimento di sangue.

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Tags:
ISIS, Difesa, Sicurezza, Geopolitica, Terrorismo, Incidente, Siria, USA
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