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00:27 21 Settembre 2019
Distruzione della guerra in Siria

"La diplomazia non basta, il popolo siriano ha bisogni di aiuti veri"

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Solo gli sforzi diplomatici per risolvere il conflitto in Siria non sono sufficienti, il popolo ha bisogno di aiuti veri della comunità internazionale, ritiene Natalia Narochnitskaya, direttore dell'Istituto europeo per la democrazia e la cooperazione.

La Narochnitskaya ha partecipato alla discussione organizzata a margine della 32esima sessione del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani dal titolo "Siria: la via per la pace. Il ruolo delle organizzazioni femminili e delle minoranze religiose." La discussione è stata organizzata dalla missione permanente della Russia presso l'ONU a Ginevra e dall'Istituto europeo di democrazia e cooperazione insieme alla "Società imperiale ortodossa palestinese". Hanno preso parte all'incontro il rappresentante permanente della Federazione Russa alle Nazioni Unite e nelle altre organizzazioni internazionali a Ginevra Alexey Borodavkin, il rappresentante del Patriarcato di Mosca presso il Consiglio Mondiale delle Chiese e delle organizzazioni internazionali a Ginevra, l'arcidiacono Mikhail Gundyaev, l'attivista siriana dei diritti umani Agnes Mariam, la deputata siriana Maria Saadeh e il presidente della fondazione "Ashtar" Aysar Midani.

"Molti si affidano agli sforzi diplomatici di Russia e Stati Uniti, ritengono che siano la chiave per il successo in Siria. Ma la realtà è che la Siria si è trasformata in Stalingrado. Nel Paese le case sono distrutte, milioni di sfollati senza beni di prima necessità… da soli gli sforzi diplomatici non aiutano", — ha detto la Narochnitskaya a RIA Novosti.

Ha rilevato che la Siria ha bisogno di aiuti reali piuttosto che "un martellamento di standard etici e morali della popolazione."

"Un altro piano in cui possiamo aiutare è la cultura, che è separata dalla politica anche se naturalmente non ne può essere indipendente. L'Istituto di democrazia e cooperazione, come organizzazione non governativa, vi ha sempre dedicato attenzione," — ha osservato.

Elena Agapova, un'altra partecipante al dibattito, vicepresidente della "Società imperiale ortodossa palestinese" e direttore della task force dell'organizzazione per la difesa dei cristiani in Medio Oriente e Nord Africa, ha sostenuto l'importanza del coinvolgimento della società civile per la normalizzazione della crisi in Siria.

"La società civile costituisce una vera e propria relazione rispetto agli eventi in corso in Siria," — ha detto in un'intervista con RIA Novosti.

La Agapova ha parlato del lavoro della "Società imperiale ortodossa palestinese", che tra le prime si è occupata della raccolta di aiuti umanitari a sostegno della popolazione siriana.

"Ora stiamo preparando il 15° carico di aiuti umanitari che vogliamo consegnare direttamente al Patriarca di Antiochia e di tutto il Medio Oriente per aiutare i rifugiati siriani in Libano, dove sono 1,5 milioni", — ha detto.

Inoltre la "Società imperiale ortodossa palestinese" continuerà a partecipare alla ricostruzione delle chiese e dei monumenti distrutti in Siria e alla promozione della convivenza e del rispetto interreligiosi come base di vita della popolazione della regione.

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Tags:
Solidarietà, Società, Aiuti umanitari, Siria
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