15:29 24 Ottobre 2020
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L’italiano Roberto Locicero Vaina, che è stato coinvolto a Kiev nelle questioni energetiche dopo gli eventi di Maidan, si è trasferito in Crimea nel marzo 2014 ed ha avviato una piccola impresa: un ristorante a Simferopoli.

"Per lavoro sono stato per molti anni in quasi tutti i paesi dell'ex Unione Sovietica. Nel 2014 la sede principale si trovava a Kiev così ho potuto vedere con i miei occhi cosa stava succedendo a Maidan tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014. Può essere descritto in una sola parola: orribile", dice Locicero Vaina. Bombe molotov, scontri a fuoco, pneumatici in fiamme: tutto ciò egli lo ha potuto vedere con i suoi occhi.

"La gente di Kiev era contraria all'autorità di Yanukovich, è vero. Però il caso volle che decidessero per l'intera Ucraina. Ma Kiev non è tutta l'Ucraina. C'è Leopoli che la pensano allo stesso modo; ci sono persone nel Donbass che invece la pensano in modo diverso. Sono convinto che gli eventi di Kiev siano stati provocati", spiega Roberto.

Il 7 febbraio egli ha lasciato Kiev e un mese dopo si è stabilito in Crimea.

"Mi sono trasferito in Crimea; mia moglie è di la", racconta Locicero Vaina. "La mia decisione sembrava folle ai miei ex colleghi. Mi ricordo di aver parlato al telefono con un ex collega a Bruxelles nel giugno 2014 ed egli mi disse: come puoi vivere nella Crimea occupata? È terribile!".

"Io dico loro: lo vedo con i miei occhi cosa succede qui: come si è svolto il referendum si è svolto, ciò che pensa la gente. È stato molto interessante sentire la gente parlare di politica, della situazione a Kiev, di quella in Crimea, discutendo direttamente per le strade… Questa decisione è venuta dal popolo", Locicero Vaina ne è convinto.

Egli ha chiamato il suo locale "Kappero Felice", ma è noto anche come "Pasta Bar". Ha in tutto 26 posti a sedere, e anche se non si trova nel centro della città, ha molti clienti abituali.

Secondo Roberto, il ristorante offre ai clienti quasi tutti i tipi di pasta italiana e i prodotti impiegati sono principalmente russi.

"La farina di grano duro la si compra dalla Russia o dal Kazakistan. La pasta la facciamo noi. Gli ingredienti sono semplici: farina e uova. La farina, per esempio, proviene da Samara, mentre le uova dalla Crimea. Per la preparazione dei sughi compriamo tutto qui. Ci sono alcuni problemi con i formaggi: non sono come quelli italiani, soprattutto come il Parmigiano, ma altri tipi di formaggio li compriamo dalle diverse regioni russe", aggiunge Locicero Vaina.

Roberto dice che il suo locale è frequentato dai clienti più capricciosi, specie da italiani. Secondo lui, i suoi clienti hanno apprezzato molto la sua cucina.

Locicero prevede per il prossimo anno di ottenere la cittadinanza russa ed ha intenzione di continuare a vivere nella Crimea russa. Egli appoggia pienamente la recente decisione di alcuni consigli regionali italiani condannare la politica dell'UE nei confronti della Crimea e delle sanzioni.

"Certo che sostengo questa decisione. È la decisione del popolo della Crimea: essere una repubblica russa Non si tratta di occupazione o di annessione. La gente ha preso una decisione e due anni dopo è ancora più convinta di averlo fatto", evidenzia Locicero Vaina.

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Ristorante, Situazione in Ucraina, Crimea
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