20:32 15 Maggio 2021
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Dalla Libia l'ennesima richiesta dall'Unione Europea da parte del governo unitario: questione delicata, ma noi siamo solo Paese di transito.

Nelle ultime ore si moltiplicano le dichiarazioni di esponenti del governo unitario insediato a Tripoli a proposito del piano sui migranti che dall'Europa sempre più leader vorrebbero sullo schema dell'accordo Ue-Turchia. La Libia, questa la tesi di fondo, non è l'origine dei flussi e gli eventuali accordi per il rimpatrio dopo il respingimento alle coste europee, devono essere raggiunti con i Paesi di origine dei migranti.

A ribadire il concetto è stato questa il ministro degli Esteri di Tripoli Muhammad al-Taher Sayala, intervistato dall'agenzia di stampa Adnkronos Intrnational.

"L'Ue vuole fare accordi con la Libia — ha detto il ministro libico — affinché questi migranti tornino indietro, ma noi restiamo fermi sul fatto che debbano tornare nei Paesi d'origine, e non in quelli di transito".

Sayeala esclude categoricamente ipotesi di accordi con la Libia, che rischierebbe a suo avviso uno "scompenso demografico".

Il giorno precedente era stato lo stesso primo ministro, Fayez al Sarraj, a chiedere una soluzione alla comunità internazionale, indicando la strada degli accordi con i Paesi d'origine.

"Essi necessitano di stabilità politica ed economica — ha detto il premier del governo unitario a proposto delle realtà subsahariane — e di opportunità di sviluppo. Per porre fine al problema dell'emigrazione abbiamo bisogno di una visione comune con l'Unione Europea. Non accetteremo — ha concluso — che l'Ue  ci rispedisca i migranti. Da noi non possono vivere". 

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Tags:
Unione Europea, Crisi dei migranti, Muhammad al-Taher Sayala, Libia
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