03:23 01 Novembre 2020
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Dopo l'attentato di due giorni fa nella capitale somala, il presidente turco scortato da forze speciali in città per l'inaugurazione dell'ambasciata turca nel Paese.

E' di 20 morti, tra cui anche due parlamentari e due guardie addette alla sicurezza, e oltre 60 feriti il bilancio dell'assalto all'hotel Ambassador di Mogadiscio, preso di mira tra mercoledì e giovedì scorso dai miliziani di al Shabaab. Dopo l'esplosione di un'autombomba davanti all'ingresso della struttura, un commando armato dei fondamentalisti africani si è barricato nell'albergo, per un assedio durato oltre 14 ore. L'attacco è stato portato poche ore dopo l'annuncio da parte delle autorità somale dell'uccisione di Mohamed Mohamud, conosciuto anche come Dulyadeyn, ritenuto uno dei responsabili dell'assalto al campus universitario di Garissa, in Kenya, che fece 148 vittime nell'aprile del 2015.

Oggi, in una capitale blindata e con una scorta rafforzata da agenti delle forze speciali, è arrivato a Mogadiscio il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, alla sua terza visita in Somalia e qui oggi per l'inaugurazione della nuova ambasciata turca nel Paese. Il parlamento turco ha recentemente approvato una legge che consentirà lo stanziamento di due milioni di dollari al mese in favore del governo somalo, nell'ambito della rafforzata collaborazione in ambito militare. Ankara pare infatti intenzionata ad aprire in Somalia la sua prima base militare in Africa, dove ha già annunciato l'intenzione di procedere all'addestramento antiterrorismo delle truppe locali.    

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Attentato, Recep Erdogan, Mogadiscio
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