02:30 30 Ottobre 2020
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Lo sviluppo delle infrastrutture militari sull'isola di Sakhalin, sulle Isole Curili e nella zona artica entro il 2020 sarà un compito prioritario dello Stato.

Lo ha dichiarato il comandante del Distretto Militare Orientale, il generale Sergey Surovikin.

Secondo lui, per poter risolvere questi problemi, "viene condotta una spedizione unica del ministero della Difesa e della Società Geografica Russa sulle isole della grande catena delle Curili."

Il suo scopo è quello di esaminare la fattibilità di costruzione di una base della Flotta del Pacifico.

Per Sputnik ha commentato la notizia l'esperto militare russo Vasily Kashin:

"Alcuni mesi hanno ottenuto risonanza le dichiarazioni del Ministero della Difesa russo riguardo ai piani per costruire nuove basi navali sulle Isole Curili. Allora molti avevano interpretato questi piani come la volontà di rafforzare la presenza militare russa nelle isole contese con il Giappone nella parte meridionale dell'arcipelago. Tuttavia dalle dichiarazioni del generale Sergey Surovikin emerge che la base dovrebbe essere collocata nella parte disabitata dell'isola Matua nel mezzo della catena delle Curili, a notevole distanza dalla zona contesa. L'isola è già stata esaminata dagli scienziati, i quali sono giunti alla conclusione che sia adatta per il dislocamento di forze navali".

Durante il periodo della dominazione giapponese nelle isole Curili, Matua, una piccola isola di circa 50 chilometri quadrati, è stata trasformata in una fortezza. Nell'isola viveva un piccolo gruppo di indigeni di etnia Ainu, tuttavia prima della guerra sono stati cacciati via dall'isola dai giapponesi. Da allora l'isola ospitava molte migliaia di guarnigioni, sono state costruite gallerie sotterranee di centinaia di metri e un gran numero di fortificazioni. Tuttavia, dopo l'ingresso dell'Unione Sovietica nella guerra del Pacifico il presidio giapponese si arrese senza combattere. Nel dopoguerra l'Unione Sovietica mantenne sull'isola pochi militari addetti alle comunicazioni radio e alcune guardie di frontiera. Dopo il 2000 le truppe hanno lasciato l'isola. L'isola deserta è piena di ciò che resta di equipaggiamenti militari giapponesi durante la guerra, antiche fortificazioni e gallerie.

Sull'isola i giapponesi avevano costruito 3 grandi aeroporti con piste in cemento, conservatesi fino ad oggi. Vicino Matua si trova Toporkova, una piccola isola di soli 1,3 chilometri quadrati. Nasconde una parte della costa di Matua, consentendo di creare un rifugio confortevole. Nel suo discorso il generale Surovikin ha rilevato in particolare la buona conservazione degli aeroporti giapponesi. Ovviamente le piste devono essere ricostruite, ma la base su cui lavorare è buona ed i costi saranno pertanto di piccola entità.

Secondo l'esperto,

"su Matua verranno dislocati centri radio, aerei e navi da guerra. Non resta completamente chiara la questione del perché solo ora si sia stabilito di dislocare mezzi e uomini in forza, nonostante durante la guerra fredda l'Urss non avesse prestato molta attenzione. Una spiegazione potrebbe essere quello di controllare più attentamente i passaggi nel Mare di Okhotsk tramite apparecchiature radio e velivoli di pattugliamento. E' probabile che per la scelta della base si sia presa in considerazione l'ipotetica possibilità di raggiungere un compromesso con il Giappone sulle controversie territoriali e sulla smilitarizzazione parziale delle isole Curili meridionali".

In ogni caso la Flotta russa avrà una straordinaria isola-fortezza con un gran numero di fortificazioni, gallerie sotterranee, caserme e depositi, persino rifugi sotterranei per piccole imbarcazioni. Tre aeroporti sull'isola contribuiranno a mantenere un grande gruppo aviario e a controllare l'area circostante.

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Tags:
Difesa, Sicurezza, Geopolitica, Esercito russo, Flotta del Pacifico, Generale Sergey Surovikin, Russia, Oceano Pacifico, Giappone, Isole Curili
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