02:57 19 Ottobre 2018
Bandiere Unione Europea di fronte uffici UE a Bruxelles

A Bruxelles un Manifesto per una Nuova Europa

© REUTERS / Francois Lenoir
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Una tavola rotonda dal titolo ‘Come proteggere il mondo dalla terza guerra mondiale’ si pone l’ambizioso progetto di costruire una vasta alleanza politica europea che domini la crisi dell’Occidente attraverso una naturale partnership con la Russia e che conduca alla pace nel mondo.

Sotto l'egida del Club di Sofia, in queste ore al Parlamento europeo di Bruxelles, si sta svolgendo una tavola rotonda dal titolo "Come proteggere il mondo dalla terza guerra mondiale".

Nel corso dei lavori, i politici presenti, provenienti da più parti d'Europa e da diverse compagini politiche, stanno affrontando la complessità della crisi dell'Unione europea, che appare tanto diversa dal progetto iniziale da essere irriconoscibile perfino a larga parte di se stessa.

"Un club planetario a vocazione totalitaria è riuscito a impadronirsi delle leve principali del potere e sta ipotecando la democrazia, la libertà, la convivenza dei popoli, le vite stesse degli individui."

L'argomentazione è tratta dall'introduzione ai lavori a cui partecipano europarlamentari di Spagna, Bulgaria, Grecia e Lettonia, tra i quali Tatiana Zdanoka del gruppo dei Verdi e Georgi Pirinski, del gruppo dei Socialisti e Democratici, esponenti politici tedeschi, ucraini, polacchi, statunitensi, moldavi e giornalisti italiani e greci. In rappresentanza per l'Italia, sono presenti l'ex eurodeputato Giulietto Chiesa, lo scrittore Roberto Quaglia e il direttore editoriale della testata  on line ‘Megachip', Pino Cabras.

L'ambizioso obiettivo che si pone la tavola rotonda è costruire "una forza politica nuova, unificante, egemone, che sorga sulla base di un radicale rifiuto delle esperienze fallimentari sia della destra tradizionale che delle sinistre che hanno contribuito al disastro politico e morale cui stiamo assistendo. Una forza aperta e sincretica, capace di costruire e interpretare le istanze di un vasto movimento popolare e democratico per la pace e la salvezza della specie, che si ponga come scopo principale quello del bene comune collettivo rifiutando ogni criterio di sopraffazione e di dominio".

Oggi dunque si pongono le basi per un costruire un movimento politico che maturi nel suo seno la "convinzione che la complessità della crisi mondiale non è dominabile soltanto dall'Occidente ma richiede il contributo di tutte le civiltà, culture, religioni del pianeta, partendo anche dalla constatazione che la Russia non solo non è un nemico da cui difendersi ma è un partner strategico con cui collaborare in funzione dei propri interessi e della pace mondiale".

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