14:19 20 Luglio 2018
Daesh in Libia

Libia, Daesh perde i primi territori anche nella Mezzaluna petrolifera

© AFP 2018 / ABDULLAH DOMA
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La guardia a difesa del sito ha riconquistato il villaggio di al Nawafiliya, considerata la seconda roccaforte jihadista nella regione dopo Sirte. Le milizie stanno avanzando in un’area a est di Sirte, sfruttando l’altro fronte aperto con le truppe di Misurata, arrivate a 13 chilometri dalla città.

Daesh continua ad arretrare in Libia. L'ultimo ripiegamento si deve all'avanzata delle milizie a difesa della cosiddetta "Mezzaluna petrolifera", area dove sono concentrate il 60% delle risorse del Paese, che hanno ripreso il controllo del villaggio di al Nawafiliya, la seconda città più importante nella mani dei combattenti del Daesh.

Il comando della Guardia petrolifera (Pfg), forza fedele al governo di unità nazionale, sta convergendo verso nuove postazioni dei terroristi nella zona di Ben Jawad (a est di Sirte) — come riportato dal sito d'informazione locale "al Wasat". — Il fronte si è aperto anche grazie all'attacco parallelo condotto dalle truppe di Misurata, giunte ormai a 13 chilometri da Sirte, che ha costretto i combattenti fedeli al Califfato a spostare diversi mezzi e uomini a ovest nei luoghi dello scontro.

Le milizie a guardia dei siti petroliferi sono guidate da Ibrahim Jadhran, personalità discussa per aver combattuto contro le milizie di Misurata in passato e per l'accusa di aver fomentato e supportato il blocco dei giacimenti di oro nero tra il 2013 e il 2014. Il contingente da lui diretto è considerato il maggior alleato del governo di Tripoli a guida del premier Fayez al Sarraj nell'area est del Paese. In più sono noti a diversi osservatori i contrasti avuti nei mesi scorsi tra Jadhran e il generale Khalifa Haftar, comandante dell'autoproclamato Esercito libico attivo in Cirenaica, che non riconosce il governo di unità nazionale nato sotto l'egida dell'Onu.

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ISIS, Lotta al terrorismo, ritiro, Fayez al-Sarraj, Libia
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