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    Svizzera: foreign-fighter rischia la revoca della cittadinanza

    © AFP 2017/ FABRICE COFFRINI
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    Berna si prepara a ritirare il passaporto ai cittadini che sono andati a combattere in Siria. È il primo caso dal 1953.

    In base alla normativa vigente, non è facile ricevere il passaporto elvetico se non si è nati in Svizzera. Ma sono pochi i motivi per perdere la cittadinanza della Confederazione, se sono state soddisfatte le condizioni necessarie. Oltre alla rinuncia volontaria, la legislazione prevede la revoca della cittadinanza per lo straniero che ha fornito informazioni false su se stesso, e la negazione per i cittadini del doppio passaporto per comportamenti che provocano gravi danni agli interessi della Svizzera. In pratica, secondo il foglietto illustrativo della Segreteria di Stato per le migrazioni (SEM) sull'acquisizione e la perdita della cittadinanza svizzera, il passaporto può essere ritirato solo in circostanze eccezionali.

    Secondo il quotidiano Tages-Anzeiger, che ha pubblicato la notizia, questo potrebbe succedere al diciannovenne Cristian I. La Segreteria di Stato per la Migrazione (SEM) avrebbe avviato la procedura per la revoca della cittadinanza al giovane di Winterthur, che oltre al passaporto svizzero è in possesso di passaporto italiano. Il motivo è l'affiliazione al gruppo terroristico Daesh e la partecipazione al conflitto in Siria.

    Nella primavera del 2015 i giornali avevano reso noto che il giovane italo-svizzero si era unito al Daesh. Gli insegnati e i compagni di classe sono stati testimoni del cambiamento del giovane: aveva smesso di bere alcolici e di fumare, si era fatto crescere la barba e aveva iniziato a pregare cinque volte al giorno. Le sue dichiarazioni diventavano sempre più radicali. La famiglia non è riuscita a venirne a capo. Secondo le deposizioni dei testimoni oculari, il padre ha cacciato di casa il figlio dopo di che Cristian è sparito. Una settimana dopo ha pubblicato in Facebook una foto che lo ritrae con un Kalashnikov in mano. In base al quotidiano Le Temps, in Siria ha assunto il nome di Abu Malicom ed è stato fotografato mentre regge la testa mozzata di un prigioniero. Il quotidiano Le Matin rende noto che non è stato stabilito un preciso recapito di Cristian I. Tuttavia se entro un mese dall'avvio della procedura egli non farà avere notizie di se al SEM, sarà privato del passaporto svizzero. Questo potrà avvenire soltanto se il cittadino della Confederazione possiede la cittadinanza di un'altro stato.

    Se Cristian I. sarà privato della cittadinanza elvetica, si tratterebbe del primo caso in cinquant'anni — sottolinea il Tages-Anzeiger. Simili procedure sono state attuate negli anni della Seconda Guerra Mondiale: dal 1940 al 1952 hanno perso il passaporto 86 persone. Nel 1945 il passaporto è stato ritirato ad un cittadino di Obwalden che si era unito ai nazisti nel 1939. Il parlamento elvetico sta valutando la possibilità del ritiro automatico della doppia cittadinanza agli individui coinvolti in attività terroristiche.

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    ISIS, Supporto ai terroristi, terrorismo, foreign fighters, passaporto, cittadinanza, Lotta al terrorismo, Siria, Svizzera
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