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    Libano: Caschi blu Onu accusati di traffico alimentare

    © AFP 2017/ Pacome PABANDJI
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    Inchiesta di El Pais: cibi destinati alle truppe Unifil in Libano venduti nei supermercati locali. Indagine interna coperta dal massimo riserbo.

    L'accusa per i contingenti militari in Libano sotto bandiera Onu è pesantissima: traffico illegale di beni alimentari non commerciabili destinati ai caschi blu. A fare scoppiare il caso attorno ai militari della missione Unifil in Libano è stato oggi il quotidiano spagnolo El Pais, che ha raccolto una serie di testimonianze, ottenendo poi dal portavoce Unifil la conferma dell'indagine interna in corso da mesi sulla vicenda.

    Stando a quanto riferito dal quotidiano spagnolo, da anni nei supermercati di Beirut e di altre città è possibile acquistare generi alimentari e beni di consumo destinati alle truppe in missione nel Paese. Merce non destinata alla vendita, il cui ricavo illecito ammonterebbe a circa 4 milioni di euro negli ultimi 5 anni.

    "L'Unifil ha preso le misure appropriate, interne alla missione e in stretto coordinamento con il quartier generale dell'Onu".

    Così Andrea Tenenti, portavoce italiano della missione Unifil in una mail ricevuta e pubblicata da El Pais, con cui conferma l'inchiesta chiedendo che non siano fatte speculazioni fino all'esito delle indagini.

    Di cinque diverse nazionalità i battaglioni segnalati dall'inchiesta come coinvolti nel traffico, con il contingente ghanese e quello italiano individuati come i più attivi. 

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    Caschi blu, ONU, Libano
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