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    Truppe USA in Afghanistan

    La NATO vuole ritirare il contingente in Afghanistan

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    Il comando della NATO è convinto della necessità di ritirare il contingente USA dall’Afghanistan. Lo ha riferito il Washington Post, citando un’esponenete dell’Alleanza.

    Mercoledì a Bruxelles si è svolto l'incontro tra il comandante del contingente americano e delle truppe della NATO in Afghanistan, generale John Nickolson, e gli altri comandanti delle forze dell'Alleanza. Nel corso della riunione Nickolson ha presentato la sua valutazione della situazione in Afghanistan. Non sono stati diffusi i dettagli di questo rapporto.

    Secondo il presidente del Comitato militare NATO, Petr Pavel, la maggioranza degli esponenti della NATO che hanno partecipato alla regolarizzazione della situazione in Afghanistan è consapevole che in questo momento è ragionevole lasciare la quantità di forze del passato, poiché le condizioni del loro richiamo non sono state ancora raggiunte. Egli ha definito il presente contingente "necessario per la stabilità dello stato afgano e una componente critica nella costruzione della sicurezza del popolo afgano nella loro comunità".

    Il comandante del Supreme Headquarters Allied Power Europe, generale Curtis Scaparrotti, ha dichirato che si penserà al ritiro delle truppe dall'Afghanistan "solo quando le condizioni sulla Terra lo permetteranno".

    "Il nostro obiettivo è la stabilità e la sicurezza dell'Afghanistan, che non offre più riparo ai terroristi. Penso, questa è la mia conclusione del rapporto del generale Nickolson, e reputo importante che i comandanti delle truppe siano sentiti oggi lo stesso", ha dichiarato Scaparrotti.

    I partiti di opposizione in Afghanistan hanno però un parere differente. Il deputato rappresentante del blocco "Fronte del consenso nazionale dell'Afghanistan", capitano Abdoul Haliq Karzai, in un'intervista a "Sputnik" ha dichiarato:

    "Gli USA sono venuti in Afghanistan non per debellare il terrorismo, e, come dimostrano gli ultimi 15 anni, nemmeno per combatterlo. Infatti, le stesse rotte aeree degli americani riforniscono i terroristi, e per questo motivo ogni giorno l'Afghanistan diventa sempre meno sicuro. Non vi è alcuna stabilità e il numero di guerriglieri è in aumento. D'altra parte, la guerra americana è, soprattutto, un'operazione politica ed economica, il cui obiettivo finale è la Russia, l'India e la Cina. E solo in ultima analisi è un'operazione militare. Oggi per l'Afghanistan il modo più efficace per cambiare in qualche modo la situazione è quello di rescindere il contratto con l'esercito americano, affinché li si privi del fondamento giuridico della permanenza nel nostro Paese e abbandonino l'Afghanistan. Tanto non hanno le basi soltanto da noi, ma anche in molti paesi islamici, e non solo. Se si ritirano dall'Afghanistan, il nostro Paese troverà la pace tanto attesa."

    Secondo "Sputnik", la missione della NATO in Afghanistan conta circa 12.800 soldati, di cui 6.900 americani. Inoltre, nel paese sono stati dislocati 2,9 mila truppe statunitensi che svolgono una missione a parte che riguarda principalmente la lotta al terrorismo.

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    Sicurezza, Operazioni militari, missione, ritiro di truppe, NATO, Petr Pavel, Curtis Scaparrotti, Afghanistan, USA
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