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    Il ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault

    Conferenza di pace su Medioriente, prosegue lo scontro tra Ayrault e Netanahyu

    © REUTERS/ Stephane Mahe
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    La Francia ha ribadito la sua volontà nell’organizzare il summit internazionale per la tregua nella regione, senza la presenza del governo di Gerusalemme. Non è servito a smorzare i toni l’incontro delle scorse ore tra il ministro degli Esteri francese e il premier israeliano che attacca: “L’unica via sono i negoziati diretti senza precondizioni”.

    Benzina sul fuoco. Sono le accuse lanciate sul mancato invito alla Conferenza per la pace in medioriente dal premier israeliano Benyamin Netanahyu al ministro degli Esteri francese, Jean-Marc Ayrault, che le ha rispedite al mittente.

    "Noi non ci perdiamo d'animo e così pure i nostri partner nel mondo — ha detto nelle scorse ore Ayrault tornando dalla visita di stato a Gerusalemme —. Se non faremo qualcosa questa regione rischia di cadere nella mani dell'Is".

    L'iniziativa diplomatica francese nel rilanciare la Conferenza del 30 maggio di Parigi andrà avanti. Al meeting prenderanno parte i rappresentanti di 20 Paesi, tra i quali Arabia Saudita ed Egitto. Al tavolo delle trattative non siederanno invece israeliani e palestinesi, nonostante le critiche piovute da Gerusalemme sul mancato invito.

    "L'unico modo per aprire un processo di pace passa attraverso negoziati diretti e senza precondizioni", ha risposto a distanza il premier Netanahyu, dopo l'infruttuoso faccia a faccia con il ministro di Francia, etichettata come nazione "difficilmente imparziale".

    Il motivo è da ricondurre alla decisione, presa lo scorso aprile, di votare  una mozione Unesco di condanna nei confronti di Israele per le restrizioni imposte ai luoghi di culto nella Città Vecchia. Il documento, approvato anche con il sì francese, indicava due siti di interesse religioso nonché rappresentativi della tradizione ebraica — la Tomba di Rachele e il Monte del Tempio — attribuiti, invece, alla cultura islamica.

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    Conferenza di pace, Daesh, Jean-Marc Ayrault, Benjamin Netanyahu, Egitto, Arabia Saudita, Israele, Medio Oriente, Francia
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