03:55 31 Ottobre 2020
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Contrariamente alle regole di "Eurovision", quest'anno la discussione politica ha messo in ombra la componente musicale del festival, scrivono i media internazionali.

Le reazioni più contrastanti sono state suscitate dalla performance della cantante ucraina Jamala, che alla fine si è aggiudicata il concorso canoro. Anche se la cantante ha affermato che canta esclusivamente basandosi sulle esperienze personali, la "tensione politica" del brano era evidente.

Tuttavia tuttavia tutti gli appelli per squalificare Jamala sono rimasti inascoltati, dal momento che la canzone "non contiene riferimenti diretti agli eventi in corso", scrive il "New York Times".

E' sorprendente che la competizione canora sia stata vinta da una canzone che, in linea di principio, non avrebbe dovuto essere ammessa di partecipare al festival, sostiene "Die Welt".

E' ovvio che l'Ucraina ha cercato un "colpo basso" contro la Russia tramite un riferimento sulla Crimea, ma il tentativo ha lasciato a desiderare. Il pubblico ha dato il maggior numero di voti al cantante russo Sergey Lazarev, sottolinea il giornale tedesco.

La reazione alla vittoria di Jamala è stata molto controversa, riporta la BBC.

Nonostante gli spettatori abbiano notato nella cantante buoni doti vocali ed impressionanti effetti visivi durante la performance, molti di loro credono che abbia vinto per ragioni politiche e non per le sue qualità musicali.

Inoltre hanno acceso dibattiti le nuove regole di voto, in particolare quando è stato preso in considerazione il giudizio della giuria internazionale. Come notato dai media i principi con cui i componenti della giuria prendono le proprie decisioni restano misteriosi e dietro le quinte. L'innovazione del processo di voto, che per molti versi è diventato prevedibile, viola l'atmosfera di competizione e rende dubbi i risultati del festival.

"Se il verdetto della giuria è così molto diverso dal punto di vista del pubblico, chi in realtà sceglie la migliore canzone dell'Eurovision?" — si chiede il "Telegraph".

"La discrepanza tra il voto popolare ed i giudici è troppo evidente e lampante, — scrive "Deutsche Wirtschafts Nachtichten". —

Dopo tutto se il vincitore, così come in tutti gli anni precedenti, fosse stato scelto dal pubblico, questa volta la Russia avrebbe vinto il concorso. Tuttavia la giuria ha avuto un parere diverso ed ha apprezzato di meno la canzone di Sergey Lazarev per motivi sconosciuti", scrive il tabloid tedesco.

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Tags:
Musica, Cultura, Società, Politica, Russofobia, Tatari di Crimea, Eurovisione, mass media, Jamala, Russia
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