08:45 27 Ottobre 2020
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Si ferma la produzione di greggio dopo gli ultimi attacchi condotti dai cosiddetti “Vendicatori del Delta del Niger” contro una piattaforma della compagnia Usa Chevron. Nella regione, considerata strategica per l’export nazionale, sono stati presi di mira diversi obiettivi sensibili da parte degli attentatori negli ultimi mesi.

Si aprono scenari neri per le raffinerie in Nigeria. Le principali compagnie petrolifere, che operano nella zona del Delta del Niger, hanno sospeso le attività a causa degli attacchi provocati dall'emergere di una nuova forza paramilitare impegnata contro il governo nigeriano. Il gruppo dei Vendicatori del Delta del Niger è infatti l'ultima organizzazione terroristica, nata in quella parte di territorio africano, che punta a destabilizzare l'area strategica per l'export petrolifero nazionale con attentati rivolti contro le piattaforme delle multinazionali del settore.

La compagnia statunitense Chevron ha subito negli scorsi giorni una serie di attacchi che avrebbero provocato la fuoriuscita di greggio. Per questo motivo ha annunciato la chiusura dell'impianto per adottare eventuali misure di contenimento della perdita. Così anche l'olandese Shell ha chiesto ai propri dipendenti di abbandonare lo stabilimento nel Delta del Niger per prevenire eventuali "minacce alla loro sicurezza" sul posto di lavoro.

Nei mesi scorsi diversi episodi di manomissione si sono registrati nell'area, dove operano i nove stati federati responsabili della stragrande maggioranza degli idrocarburi prodotti in Nigeria, che è stata letteralmente presa d'assalto dai combattenti nord-africani. Nuove operazioni terroristiche, inoltre, sono attese per i prossimi tempi in quella che appare sempre di più come un piano strutturato di rivendicazione economica da parte delle comunità locali.

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Tags:
prezzi greggio, estrazione petrolio, Petrolio, minaccia terroristica, Congelamento produzione petrolio, Nigeria
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