14:56 22 Novembre 2019
FIAT 124 - Zhiguli

Nozze d'oro per la FIAT in Russia

© Sputnik .
Mondo
URL abbreviato
Di
3361
Seguici su

Nozze d'oro per la Fiat e la Russia, già Unione Sovietica. Era il 4 maggio del 1966 quando il Cremlino scelse la casa automobilistica torinese per aprire lo stabilimento di Togliatti.

La decisione venne sancita dalla firma del protocollo di "Collaborazione nel settore della progettazione di una autovettura e del progetto e della costruzione di una fabbrica automobilistica nel territorio dell'URSS."

Il Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica  arrivo a questa decisione dopo aver analizzato ben 54 differenti progetti. A vincere la sfida fu la Fiat che "conquistò" i russi, nella fattispecie l'allora segretario generale Nikita Kruschev, durante l'Esposizione Italiana del 1962 a Mosca. Erano gli anni del boom economico e della motorizzazione di massa dell'Italia ed il modello di produzione della Fiat parve la soluzione ideale agli occhi dei sovietici.

Dopo la prima intesa seguirono quattro anni di riunioni, culminati da un soggiorno di sei mesi a Torino dei sovietici, che prima del si definitivo vollero vedere da vicino, passo passo, tutta la produzione della 124, dall'arrivo del pane di ghisa a Mirafiori, fino all'uscita sulla pista del Lingotto. Si narra che per i sovietici venne affittato un intero stabile nelle vicinanze di piazza San Carlo, mentre per superare le differenze linguistiche nel corso delle trattative e sul campo — in catena di montaggio — venne creato un dizionario italo-russo di 26 000 voci di linguaggio tecnico.

Del resto per l'URSS era la prima commessa di questo tipo affidata ad un'azienda straniera e non doveva esserci il minimo dubbio. Mentre gli italiani andavano in ferie sulla Cinquecento, il 15 agosto del 1966 a Mosca, l'allora neo presidente della FIAT Gianni Agnelli insieme al professor Valletta, firma con il ministro della Produzione Industriale dell'URSS Alexander Tarasov il contratto per la creazione di uno stabilimento automobilistico di Togliatti. Il 3 novembre del 1967 presero il via i lavori, che si conclusero in 3 anni, uno in meno del previsto, e videro la partecipazione di studenti e volontari.

  • Il ministro del Commercio estero Nikolay Patolichev, a sinistra, ed il presidente della FIAT Giovanni Agnelli in un incontro del 1966
    Il ministro del Commercio estero Nikolay Patolichev, a sinistra, ed il presidente della FIAT Giovanni Agnelli in un incontro del 1966
    © Sputnik . archivio
  • La copertina dell' Illustrato Fiat del maggio 1966, che saluta la firma dell'accordo con l'URSS
    La copertina dell' "Illustrato Fiat" del maggio 1966, che saluta la firma dell'accordo con l'URSS
    © Foto : http://www.digibess.it/fedora/repository/asfiat:illustrato/-/Collection/1
  • I collaudi della Zhiguli sulla pista dello stabilimento di Togliatti
    I collaudi della Zhiguli sulla pista dello stabilimento di Togliatti
    © Sputnik . Yuryi Abramochkin
  • La pista di collaudo della fabbrica di Togliatti
    La pista di collaudo della fabbrica di Togliatti
    © Sputnik . Yuryi Abramochkin
  • 19 giugno 1970, l'allora primo ministro dell'URSS Kosygin incontra a Mosca Gianni Agnelli
    19 giugno 1970, l'allora primo ministro dell'URSS Kosygin incontra a Mosca Gianni Agnelli
  • Una Fiat-124, diventata Zhiguli sulla piazza Rossa
    Una Fiat-124, diventata "Zhiguli" sulla piazza Rossa
    © Sputnik . Archivio RIA Novosti
  • Una Zhiguli di fronte al teatro Bolshoi
    Una Zhiguli di fronte al teatro Bolshoi
    © Sputnik . Archivio Ria Novosti
  • Anche la Polizia sovietica prima e russa poi, ha usato la versione russa della FIAT-124
    Anche la Polizia sovietica prima e russa poi, ha usato la versione russa della FIAT-124
  • Una Zhiguli sulle strade di montagna del Dagestan
    Una Zhiguli sulle strade di montagna del Dagestan
    © Sputnik . Mark Redkin
  • Una vettura Zhiguli adibita a taxi
    Una vettura Zhiguli adibita a taxi
  • Un Gran Premio di auto d'epoca, la Fiat-124/Zhiguli si difende bene
    Un Gran Premio di auto d'epoca, la Fiat-124/Zhiguli si difende bene
  • 50 anni e non sentirli, Test-Drive su una Zhiguli per l'inviato di Sputnik Italia
    50 anni e non sentirli, "Test-Drive" su una Zhiguli per l'inviato di Sputnik Italia
    © Sputnik . Riccardo Pessarossi
1 / 12
© Sputnik . archivio
Il ministro del Commercio estero Nikolay Patolichev, a sinistra, ed il presidente della FIAT Giovanni Agnelli in un incontro del 1966

D'inverno si lavorava con —35° centigradi ed i funzionari torinesi rimasero a bocca aperta, non solo per il freddo. Il risultato fu uno stabilimento di 5 milioni di metri quadri, con 270 km di catena di montaggio, in grado di produrre 2 mila vetture al giorno. Tutto intorno il piccolo villaggio di Stavropol nel bacino del Volga meridionale si era trasformato in Togliattigrad, moderna città di 800 mila abitanti, concentrata intorno al suo cuore automobilistico. Sorse l'università che avrebbe dovuto garantire la formazione dei quadri futuri, mentre con buona pace della casa madre, la squadra di calcio di Togliatti prese il nome di Torpedo, come si usava chiamare nell'URSS i collettivi sportivi del settore automobilistico.

Nelle sue memorie, Riccardo Chivino, all'epoca era responsabile della Direzione Affari Speciali FIAT, rammenta un anneddoto dei primi tempi di lavoro a Togliatti:

Fu meno difficile ottenere il permesso per il prete che per il vino. I tecnici piemontesi che risiedettero a lungo a Togliattigrad fecero ripetute insistenze per avere, sui tavoli della mensa, barbera e grignolino che ricordasse le loro case e le scampagnate domenicali sulle colline astigiane o delle Langhe. Ci volle tutta la comprensione e l'autorità dell'ingegner capo Butko per fare arrivare, fraudolentemente, barbera d'Asti e anche un poco di barolo per le ricorrenze. Arrivati una sera a città Togliatti con l'ingegner Bono, desideroso di vedere l'avanzamento dei lavori e di salutare i suoi uomini, fummo invitati a una festosa cena con sui tavoli bandiere incrociate russe e italiane e una lunga fila di bottiglie di barbera e di barolo. La barbera conservò bene i suoi valori ma il barolo, no. Ci sono vini delle terre calde russe quasi alla pari con i nostri. Ma l'etichetta sulle bottiglie ricordava casa.

Tra gli italiani che seguirono l'installazione della fabbrica e i nuovi lavoratori russi si creò un rapporto speciale e per alcuni destinato a durare per sempre. E' il caso del Cavalier Pietro Savoretti, che per la prima volta arrivò a Mosca alla fine degli anni 50' e fece quello che oggi si definerebbe un'opera di lobbying, con l'allora premier sovietico Aleksey Kosygin, dal quale parti l'idea che poi colpì anche Kruschev. Savoretti sposò l'intreprete di quelle trattative, Nina e rimase nell'URSS e poi Russia. Per lui, che aveva lavorato 9 anni alla realizzazione dell'accordo e fu il promotore dell'Esposizione di Sokolniki la gioia per la firma dell'accordo fu tanta, come ricorda ancora Chivino:

La firma avverrà alle 16.30 al Palazzo dei Congressi sulla collina Lenin. Il Professore rientra in albergo. I russi si muovono verso l'uscita.  Anche qui la fretta non ha lasciato gran traccia del palazzo, nella memoria, resta la visione di una grande scalinata bianca. Pensate a quando avete visto alla tv gli uomini della nomenclatura in ordinate file sui palchi, in occasione delle cerimonie solenni, ebbene, in quel pomeriggio di agosto ai piedi della scalinata bianca, un pezzetto di quella nomenclatura era ordinatamente in fila per attendere e salutare il Professore Vittorio Valletta. Salendo la scalinata, un po' di emozione prende anche me. Buffa appare tranquillo. Di Cavalli non ricordo. Savoretti, che ha il sorriso largo, questa volta lo ha largo fino alle orecchie.

Lo stesso destino toccò al prodotto finito di questo matrimonio industriale italo-russo, la vettura che si chiama come una caramella, ma deve il nome alle colline vicino a Togliatti. Stiamo parlando della FIAT 124, che sottoposta ad adeguato restyling in funzione delle particolarità climatiche e stradali russe, divenne la Zhiguli, simbolo della motorizzazione di massa nell'URSS ed ancora oggi scorazza nelle vie di molte città da Kaliningrad all'Asia Centrale, fianco a fianco, ma per nulla intimorita dall'invasione di "inomarki", come chiamano i russi le vetture straniere tedesche, coreane, giapponesi e francesi.


Uno stabilimento: grande e subito — il documentario sulla costruzione dello stabilimento FIAT a Togliatti (Centro Storico Fiat)

 

Correlati:

Dalla FIAT 124 alla Zhiguli
Fiat e Avtovaz, i padroni della strada nell'URSS
Tags:
accordo, Anniversario, Inaugurazione, Fca (Fiat Chrisler Automobile), Fiat Chrysler, Italia, URSS, Togliattigrad, Torino
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik