18:20 24 Giugno 2019
9/11 Terror Attacks: World Trade Center

11/9: I dubbi del Corsera, dopo 15 anni

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Potremo essere alla vigilia di qualche resa dei conti, che avrà due facce: una americana, dove i servizi segreti si stanno scontrando senza risparmio di colpi. E una arabo-saudita, per decidere chi sarà il prossimo servitore fedele di Washington. Sullo sfondo di 700 miliardi di dollari.

In un articolo a firma di Antonio Ferrari e Guido Olimpio, intitolato ‘Quelle 28 pagine segrete e gli 8 misteri dell'11 settembre' con quindici anni di ritardo il più importante quotidiano italiano, Il Corriere della Sera, porta l'attenzione sulle lacune della verità ufficiale riguardo ai tragici eventi dell'11 settembre che non solo procurarono la la morte di quasi 3mila persone a New York ma furono l'inizio della ‘guerra infinita'.

Il direttore della Cia, James Clapper, ha affermato che entro giugno potrebbero diventare pubbliche le 28 pagine segrete del rapporto compilato dalla Commissione del Congresso americano. Indagini che potrebbero fare tremare l'Arabia Saudita, creando al tempo stesso imbarazzo e preoccupazione negli gli Stati Uniti. Sono infatti ben note a tutti le connessioni tra la petro-monarchia più ricca del mondo e il fondamentalismo islamico.

Meno conosciuti sono gli intrecci finanziari e politici con gli Stati Uniti d'America, ma ora potremo essere alla vigilia di qualche resa dei conti, che avrà due facce: una americana, dove i servizi segreti si stanno scontrando senza risparmio di colpi. E una arabo-saudita, per decidere chi sarà il prossimo servitore fedele di Washington. Sullo sfondo di 700 miliardi di dollari.

In effetti, il problema che volevano risolvere le inchieste sull'11 settembre non fu la ricerca della verità. Ma la ricerca di una verità "compatibile". Che, al contrario di qualunque verità, non facesse male a nessuno ai piani alti del potere. È un interessante epitaffio da iscrivere sulle barriere sollevate per anni dai mitografi della Verità Ufficiale, sia quelli a presidio delle redazioni dei grandi organi d'informazione, sia quelli scatenatisi sul web. Oggi possiamo dire che è franata miseramente la prima diga della verità "compatibile", eretta intorno alle bugie ufficiali, anche se ha resistito per 15 anni, con la complicità e i silenzi della corrente principale dei mass media. Ora le acque avanzano fino alla seconda diga, dove si raccoglie un'altra verità "compatibile", che cerca ancora di salvare i poteri coinvolti nell'11/9, ma è ormai costretta ad ammettere che il lago delle complicità a sostegno dell'attentato era enormemente più vasto di quello che si raccoglieva intorno alla ventina di presunti attentatori, i quali non appaiono peraltro più credibili come tipici fondamentalisti islamici di ispirazione salafita, laddove frequentavano perfino più escort di certi nostri politici.

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11 settembre, Corriere della Sera, CIA, James Clapper, USA
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