14:03 20 Luglio 2018
Cancelliere tedesco Angela Merkel

Bloomberg: la virata della politica della Merkel e le ansie di Berlino

© AP Photo / Markus Schreiber
Mondo
URL abbreviato
1429

Secondo i servizi di sicurezza tedeschi, circa un milione di profughi sono pronti a raggiungere l’Europa dai paesi del Magreb. La Merkel teme soprattutto la situazione in Libia: Berlino potrebbe non avere più tempo per scegliere tra “la vita o la morte”.

Angela Merkel è riuscita a concludere l'affare con la Turchia, ma, secondo l'editorialista di Bloomberg, Arne Delfs, le difficoltà per il cancelliere tedesco sono appena cominiciate.

La più grande crisi migratoria dai tempi della seconda guerra mondiale ha costretto la Merkel a rinunciare alla prudenza e immischirsi nella geopolitica del Medio Oriente. L'analiste osserva che uno dei principali incontri di Hannover tra il cancelliere e USA, Gran Bretagna, Francia e Germania si è basato sulla politica della NATO sui confini meridionali e orientali del blocco.

Secondo una fonte anonima del partito della Merkel, i servizi di sicurezza tedeschi hanno fatto sapere che un milione di profughi del Magreb sono in attesa di partire per l'Europa. Questo rapporto ha allarmato la Merkel. La politica interna della Germania è ora guidata dall'imperativo di ridurre il numero di profughi che arrivano nel paese. 

"Per la Merkel questa è una questione di vita o di morte", crede Josef Janning, direttore della sezione di Berlino del Consiglio d'Europa per i rapporti internazionali. Secondo l'esperto, la Germania dovrà essere più attiva nel Nord Africa e per la Merkel questa è una sfida, poiché dovrà essere prudente ad occuparsi di quelle cose che l'opinione pubblica non capisce.

Per esempio, il cancelliere ha pagato le conseguenze della decisione di dar seguito al caso del comico tedesco Jan Boehmermann, perseguito legalmente su richiesta del presidente turco Recep Erdogan. La Merkel è stata accusata di sacrificare la libertà di stampa in Germania, preferendo la tranquillità di Erdogan, dal quale dipende il destino degli affari tra Ankara e Berlino. Il prezzo di questa scelta è la critica da parte dei partner della coalizione di destra e dei difensori dei diritti internazionali, nonché il crollo record dell'indice di popolarità.

Ciononostante Angela Merkel va avanti e tenta di clonare l'affare con la Turchia negli altri paesi del Vecchio Mondo. Inoltre il cancelliere è perplessa dalla situazione in Libia, per questo la Germania cerca di costruire in quel paese un governo di unità nazionale guidato da Fayez al-Sarraj, senza legittimità parlamentare ne un esercito.

"La maggior parte dei profughi provenienti dall'Africa si trovano in Libia. Convincere la Libia di farsi carico di una parte di loro non sarà facile", ha detto la Merkel nell'incontro con i giornalisti di lunedì.

Nelle attenzioni del cancelliere si trova anche l'Egitto: in maggio un alto funzionario militare incontrerà al Cairo il presidente geiziano Abd al-Fattah al-Sisi.

Il giornalista di Bloomberg nota che l'accelerazione della diplomazia tedesca nel Medio Oriente è legata alla pubblicazione del rapporto dell'ONU. Nel documento si segnala che i traghettatori illegali lasciano il Mar Egeo e seguono un percorso che sempre più spesso porta i migranti dalla Libia all'Italia, la quale, a sua volta, ha già sviluppato un piano per chiudere le rotte attraverso il Mediterraneo.

La coalizione Merkel fa pressioni anche su Algeria, Marocco e Tunisia, cercando di trasformarli in "paesi di origine sicura", che facilitino il processo di rimpatrio di quei rifugiati che non possono chiedere asilo in Germania.

Allo stesso tempo, il cancelliere potrebbe non essere in grado di portare a termine questa campagna: in autunno in Germania si terranno le elezioni federali. Il destino della Real Politik della Merkel, aggiunge Arne Delfs, dipenderà dagli elettori, se le daranno la possibilità di un quarto mandato.

"I tedeschi sono abituati a pensare all'Europa nei termini del periodo della fine della guerra fredda: libera, democratica e sicura". Si credeva che la Germania godeva di questi benefici e non aveva bisogno di difenderli, ma la situazione è cambiata: se non si garantisce la stabilità dei suoi confini meridionali e orientali, l'instabilità verrà da sola. Questo è qualcosa con cui la Germania sta combattendo", dice Daniel Hamilton, direttore esecutivo del Centro per le relazioni transatlantiche presso la Scuola di studi internazionali Johns Hopkins di Washington.

 

Correlati:

Incontro tra Obama e Merkel: Ucraina, Siria e NATO i temi principali discussi
Putin e Merkel hanno discusso la situazione in Ucraina
Merkel, Erdogan e i "valori" europei
Tags:
Flusso migranti, Profughi, Migranti, Crisi dei migranti, Bloomberg, Angela Merkel, Germania
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik