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    Forbes: la Russia può fare a meno dell’Europa

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    Sono passati quasi due anni dallo scambio di sanzioni economiche tra Russia ed Europa. L’editorialista della rivista Forbes, Kenneth Rapoza, ha valutato lo stato degli affari nel settore alimentare russo dopo le sanzioni e le prospettive del rimpiazzo delle importazioni.

    Secondo Rapoza, la Russia dovrà affrontare un lungo cammino per il rimpiazzo dei prodotti d'importazione con quelli di propria produzione, ma possiamo dire già adesso che il businnes alimentare è riuscito superare "la tempesta delle sanzioni".

    "Anche se la Russia non potrà produrre il suo formaggio brie o coltivare svariati tipi di frutta, può pescare più merluzzi e allevare più polli nelle faottorie locali. Questa gente (gli agricoltori), come anche il governo, che la sostiene con i sussidi, in qualche modo può fare a meno dell'Europa", scrive l'editorialista.

    Il rimpiazzo delle importazioni, continua Rapoza, aiuta il governo "a trattenere i rubli nel paese", e riduce i rischi valutari per gli agricoltori. Allo stesso tempo, la sostituzione dei prodotti importati con quelli di produzione russa è un processo di lunga durata, e i consumatori inevitabilmente si scontreranno con il rincaro dei prezzi.

    "L'esperienza internazionale mostra che questa politica si realizza in un periodo di tempo molto più lungo. In Russia la maggior parte dei piani di rimpiazzo delle importazioni sono stati adottati nel primo trimestre dello scorso anno", sostiene l'economista della banca d'investimento "VTB Capital" Alexander Isakov, opinione presente nell'articolo di Forbes.

    La Russia è riuscita a ridurre in parte gli effetti dell'embargo sulle importazioni di prodotti europei, introdotto da Mosca in risposta alle sanzioni UE: lo scorso anno, tra le altre cose, è aumentata la produzione di pollame nazionale del 9%, mentre la quota di formaggi importati è scesa dal 40,6% del 2014 al 22% del 2015.

    Secondo l'articolo, il problema principale per il settore alimentare era l'inflazione, ma ora è in forte riduzione grazie al rafforzamento del rublo.

    "In questo momento l'inflazione è al 7,3%, e il governo russo può ben supporre che il rimpiazzo delle importazioni vada secondo i piani… A tal proposito, la Russia può realmente vivere senza l'Europa", sostiene Kenneth Rapoza.

    Le sanzioni europee in gran parte hanno toccato le banche e le grandi aziende che hanno perso i prestiti in euro. Non hanno subito tanti danni le  compagnie petrolifere e del gas russe, per esempio, è ancora aperta la discussione del progetto "Nord Stream 2", e non bisogna dimenticare che la Russia rimane il principale fornitore di gas naturale dell'Europa. Il problema principale per il settore delle materie prime, secondo il giornalista, non sono le sanzioni, ma i prezzi bassi delle risorse energetiche.

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    Sanzioni contro la Russia, Prodotti alimentari, Opinione, Import-export, agricoltura, Embargo alimentare, Forbes, Europa, Russia
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