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20:02 15 Luglio 2019
Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, sventola una bandiera del suo paese

Venezuela, via al cambio di fuso orario per contrastare la crisi energetica

© REUTERS / Miraflores Palace
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Ridotti i giorni lavorativi della settimana, abolendo il venerdì, e lo stesso monte ore, che da 40 passerà a 36 al mese. Nei prossimi cinque giorni - da oggi a martedì, che coincide con la festa nazionale - resteranno fermi industrie e uffici pubblici.

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha annunciato ieri la modifica del fuso orario a partire da maggio. Le lancette dell'orologio torneranno indietro di 30 minuti per risparmiare energia nel mezzo di una crisi economica e politica senza eguali che attanaglia il Paese sudamericano.

Già nove anni fa Caracas aveva costituito un suo unico fuso orario come segno d'indipendenza dagli "imperialisti". Attualmente, il Venezuela è quattro ore e mezzo indietro rispetto a Greenwich. Ora la nuova modifica si è resa più che mai necessaria, in seguito alla crisi climatica che ha seguito il crollo del prezzo del greggio, principale risorsa economica del Paese. Da mesi non piove e l'innalzamento della temperatura, l'effetto serra e i cambiamenti climatici hanno finito per prosciugare il bacino di Guri, nel sud del Paese, che fornisce, tramite la sua centrale idroelettrica, il 70% dell'energia elettrica necessaria.

"Ci dobbiamo adottare in termini rivoluzionari", ha spiegato ai media Maduro, "affinché il cambio climatico colpisca il meno possibile la qualità della nostra vita e la felicità del nostro popolo. Stiamo affrontando una siccità che è una vera tragedia ambientale".

Così, una settimana fa, l'erede di Chavez ha ridotto i giorni lavorativi della settimana, abolendo il venerdì, e lo stesso monte ore, che da 40 passerà a 36 al mese. Il provvedimento resterà in vigore fino ai primi di maggio. Inoltre, nei prossimi cinque giorni — da oggi a martedì, che coincide con la festa nazionale — resteranno fermi industrie e uffici pubblici. La situazione è emergenziale e il presidente venezuelano ha chiesto alla popolazione di ridurre l'uso degli elettrodomestici casalinghi ma anche ai centri commerciali di generare corrente elettrica autonomamente per quattro ore al giorno, onde evitare black out.

Alle difficoltà economiche imposte dall'Impero e all'opposizione politica interna, ora si aggiungono i danni provocati dai cambiamenti climatici. Per ora, a Maduro non rimane che resistere tra i marosi di onde sempre più difficili da domare nel mare del Sud America.  

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Tags:
crisi energetica, Hugo Chavez, Nicolas Maduro, Venezuela
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