18:22 19 Settembre 2020
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Poroshenko e la sua squadra hanno avuto due anni per dimostrare che l'Ucraina vuole entrare a far parte dell'Europa, ma si sono fatti sfuggire l’occasione e la colpa è soltanto loro.

Per il giornalista di Bloomberg Leonid Bershidsky, i risultati del referendum nei Paesi Bassi hanno dimostrato che in due anni il governo ucraino si è indebolito e non è riuscito a ottenere il sostegno degli europei.

Certo, sarebbe molto semplice dire che gli olandesi non sanno nulla dell'Ucraina, o che semplicemente se ne fregano, tuttavia questa sarebbe una menzogna: nel disastro del volo MH17, avvenuto in Ucraina, sono morti 193 olandesi — ricorda l'editorialista.

Questa è una delle più grandi tragedie della storia dei Paesi Bassi, dopo la quale, evidenzia l'autore, i cittadini osservano attentamente la situazione in Ucraina.

Secondo Bershidsky, al referendum, queste persone avrebbero potuto sostenere l'Ucraina nei suoi tentativi di «garantire l'indipendenza e porre fine al retaggio sovietico», ma non lo hanno fatto.

«Il sempre più impopolare Poroshenko ha ignorato il referendum, dicendo che strategicamente non rappresenta un ostacolo sulla strada dell'Ucraina verso l'UE, in realtà questo può rivelarsi uno degli ultimi attacchi alla capacità del presidente di mantenere il potere nelle sue mani», ha detto il giornalista.

Egli ha sottolineato che il presidente ucraino ha anche voltato le spalle ai suoi alleati, come il deputato Mustafa Nye, che ha detto che i risultati del referendum olandese fossero un verdetto contro Poroshenko.

La situazione sta sfuggendo dalle mani «dell'oligarca ucraino, che è diventato un politico», che i Panama Papers hanno legato alle società off-shore, così come il congelamento da parte del FMI della prossima tranche di aiuti verso l'Ucraina.

Il primo ministro olandese Mark Rutte ha detto che il suo governo prenderà in considerazione i risultati del referendum. In termini pratici, questo non potrebbe influenzare l'accordo riguardante l'associazione dell'Ucraina con l'Unione Europea, tuttavia per Kiev il referendum è «un segnale importante in un momento critico».

Dal punto di vista di Bershidsky, l'Ucraina dovrà affrontare nuove turbolenze politiche: una nuova generazione di attivisti filo-occidentali tenterà di liberare completamente il paese delle élite presenti prima degli eventi di Maidan.

«Di certo, la nuova agitazione difficilmente potrà migliorare l'immagine dell'Ucraina in Europa, dove è giustamente considerato come paese debole e totalmente corrotto, che chiede per sé qualsiasi aiuto, ma fa poco per aiutare se stesso» ha scritto Bershidsky.

Le persone che sostituiranno Poroshenko e il suo entourage, hanno un lungo e faticoso lavoro da svolgere per guadagnare la fiducia degli europei, riassume Bershidsky.

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