03:45 11 Agosto 2020
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L'Iraq riceve aiuto da parte di tutti e ritiene che chi si schiera al suo fianco nella guerra contro il Daesh offre un servizio nel quadro di regole e meccanismi che sono chiari a tutti e includono il coordinamento con il governo iracheno, ha affermato il presidente del Parlamento Salim al-Jabouri.

L'Iraq non vuole diventare l'arena del conflitto di interessi degli altri Paesi, ha riferito a RIA Novosti il presidente del Parlamento iracheno Salim al-Jabouri, commentando la possibile richiesta di assistenza militare alla Federazione Russa per lottare contro i terroristi dello "Stato Islamico" (Daesh).

"Ovviamente non vogliamo che l'Iraq diventi teatro di scontri in varie direzioni. Si può collaborare, coordinarsi, avere vantaggi, come in misura accettabile sta già accadendo," — ha detto, rispondendo alla domanda se l'Iraq cerchi l'assistenza militare dalla Russia nella lotta contro il Daesh.

"In generale l'Iraq riceve aiuto da parte di tutti e pensa che chi si schiera al suo fianco nella guerra contro il Daesh offre un servizio nel quadro di regole e meccanismi che sono chiari a tutti e includono il coordinamento con il governo iracheno.

Qualsiasi azione militare o di assistenza deve passare attraverso gli organi ufficiali iracheni.

Oggi la coalizione internazionale ha svolto un ruolo positivo nella liberazione di Anbar nonostante ritardi e rinvii, ma in ogni caso è dalla parte dell'esercito iracheno nelle operazioni.

Il ruolo russo è limitato in questa fase al coordinamento e allo scambio di dati di intelligence sui militanti del Daesh in Iraq e in Siria. Secondo i nostri dati il coordinamento viene effettuato in questo contesto e si riferisce alla cooperazione militare, ma la posizione irachena ufficiale consiste nel fatto che c'è un centro di crisi impegnato nello scambio dei dati d'intelligence", — ha detto.

La Russia e l'Iraq coordinano i loro sforzi per combattere il terrorismo all'interno del Centro informativo per la lotta al terrorismo, situato a Baghdad, in cui sono coinvolti anche la Siria e l'Iran.

In Iraq la situazione rimane tesa per le azioni del Daesh. In 3 anni i terroristi sono riusciti a conquistare grandi aree tra Iraq e Siria. Un fronte unito contro questa organizzazione jihadista non esiste: contro lo "Stato Islamico" combattono le forze governative di Iraq e Siria, la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti (finora si limita ad attacchi aerei), così come i curdi e le milizie sciite libanesi ed irachene.

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Tags:
ISIS, Geopolitica, Occidente, Sicurezza, Politica Internazionale, Cooperazione, Cooperazione militare, Terrorismo, Coalizione USA anti ISIS, Salim al-Jabouri, Russia, Iraq
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