06:29 23 Giugno 2018
Soldati dell'esercito di Assad

Sogni e ambizioni dei soldati siriani dal fronte di guerra

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In 5 anni di guerra civile, le forze armate siriane hanno provato molti scombussolamenti: dalla gioia delle vittorie e alla tristezza delle perdite. Ci sono stati casi nell'esercito di alcuni soldati che sedotti dalla "promessa di denaro" da parte di politici esterni hanno disertato per unirsi ai gruppi armati ribelli fondamentalisti.

In tutte queste esperienze sono protagoniste persone reali, non carri armati o mitragliatrici. Persone che una volta avevano i loro sogni e ambizioni. Questi sogni sono stati sacrificati per il bene della gente comune e per il sogno di vivere in pace e prosperità nella propria stessa patria.

L'edizione araba di Sputnik ha fatto delle domande ai soldati sui loro sogni per il futuro dopo la guerra.

Continuare gli studi a tutti i costi

L'ultima volta che il soldato 26enne Hamza Ismail, originario della provincia di Hama, ha visto la sua famiglia è stato 3 anni fa. In questo periodo la sua nuova "famiglia" era composta da 10 soldati addestrati dell'esercito siriano, che condividono l'obiettivo di liberare il Paese dai terroristi.

Hamza Ismail
© Sputnik . Khaled Alkhateb
Hamza Ismail

"Non appena mi sono laureato, sono entrato per servire nell'esercito. Volevo diventare professore e poi iscrivermi al dottorato. Ma il mio popolo è più importante di qualsiasi altra cosa. Le circostanze ci hanno costretto a mettere delle priorità nella vita,"- racconta Hamza.

In futuro Hamza si vede marito e padre di una grande famiglia e impiegato in una banca privata del Paese. Il militare giura di voler completare gli studi a qualunque costo per ottenere il posto desiderato. Nel mentre la guerra ha ancora bisogno di lui.

Studi prima e dopo la guerra

Il soldato Adnan Al-Ahmad sogna che sua madre creda nel domani. Come il resto del Paese, la famiglia di Adnan aspetta di rivedere sano e salvo il suo eroe. Prima di partire per la guerra, Adnan studiava per lavorare come avvocato.

Adnan Al-Ahmad
© Sputnik . Khaled Alkhateb
Adnan Al-Ahmad

"Sono sconvolto dal fatto che molti siriani nei social network scrivono testi e slogan eroici dopo che loro stessi sono fuggiti dalla guerra verso i lidi caldi dei Paesi occidentali. La nostra vita nel Paese è andata in rovina, le strade sono piene di fotografie degli eroi caduti. Viviamo pensando alla vittoria,"- ha detto Adnan, che vuole continuare gli studi dopo la guerra.

Quando crollano tutti i sogni per uno solo

Tra i soldati ci sono alcuni che sono già riusciti a fare una famiglia, ad ottenere un posto di lavoro e ad avere un figlio. Ma il richiamo della patria l'hanno percepito come un ordine.

Mohammed Al Akkar aveva 30 anni quando è iniziata la guerra, aveva una moglie e una figlia e lavorava come amministratore di un ristorante.

"Ho preso la decisione di difendere il nostro Paese. Ho lasciato a casa mia moglie e mia figlia. Sono arrivati i giorni in cui i nostri sogni si sono infranti per il bene di uno solo: la pace nel Paese", — ha detto Mohammed.

Nel fronte Mohammad spesso comunica con la moglie e la figlia col telefono cellulare per far loro sapere di essere ancora vivo e di stare bene.

"A volte quando chiamo a casa penso: "forse è l'ultima volta che sento le loro voci?"… Ma ho subito scacciato tutti questi pensieri. Sì, nelle nostre vite sono entrate uccisione e distruzioni, ma viviamo in attesa del giorno in cui potremo tornare a casa per vedere le nostre famiglie. La guerra non ci permette di sognare altro se non questo", — ha concluso Mohammed.

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Tags:
Società, Terrorismo, Esercito della Siria, Siria
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