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    Qual è il vero ruolo dell’Iran?

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    Tatiana Santi
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    L’Iran è tornato e gioca un ruolo fondamentale nella regione. Mentre i sistemi missilistici di difesa russi S-300 sono pronti a partire verso Teheran, si rafforza un’alleanza russo iraniana tanto strategica quanto delicata.

    Sistemi missilistici terra-aria S-300
    © Sputnik. Uriy Shipilov
    La Siria è lo scenario dove i russi e gli iraniani vanno a braccetto, difendendo ognuno i propri interessi, ma nel campo energetico i due alleati si trasformano in competitori. Nel frattempo si avvicina l'atteso vertice a Doha del 17 aprile sul congelamento della produzione di petrolio, dove l'Iran rappresenta tuttora una grossa incognita.

    Teheran guarda alla Russia e alla Cina vedendo tuttora negli Stati Uniti una minaccia. In definitiva però, come ritiene l'esperto di Iran Pejman Abdolmohammadi,

    "l'interesse dell'Iran sul grande scacchiere è quello di non essere l'alleato né della Russia né degli Stati Uniti. Il suo interesse è di poter esercitare il suo ruolo naturale, cioè quello di intermediario fra l'Oriente e l'Occidente".

    Pejman Abdolmohammadi, ricercatore presso la London School of Economics and Political Science e docente alla John Cabot University di Roma
    Pejman Abdolmohammadi, ricercatore presso la London School of Economics and Political Science e docente alla John Cabot University di Roma
    Qual è il vero ruolo dell'Iran? Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Pejman Abdolmohammadi, ricercatore presso la London School of Economics and Political Science e docente alla John Cabot University di Roma.

    — Dopo l'annullamento delle sanzioni, qual è il ruolo dell'Iran nella regione e da un punto di vista geopolitico in generale?

    — In 37 anni di sanzioni il Medio Oriente si è abituato ad esistere senza l'elemento persiano. Dopo la caduta dello Scià l'elemento turco ed arabo hanno dimenticato quello persiano, che in questi ultimi mesi è tornato sul fronte. Parliamo di un ritorno importante, anche se oggi è all'interno della Repubblica islamica, ma con la società civile oltre la Repubblica islamica nei prossimi 15-20 anni possiamo prospettare il vero ritorno dell'elemento Persia nella regione.

    Comunque sia anche se all'interno della Repubblica islamica, questo ritorno porta ad un consolidamento del triangolo sciita, a un rafforzamento fra l'Iran, la Russia e la Cina. Allo stesso tempo possiamo dire che c'è una timida apertura verso gli Stati Uniti e l'Unione europea. Teheran all'interno della Repubblica islamica resta ancora alleato solido di Mosca e Pechino.

    — In Siria gli iraniani, assieme ai russi e all'esercito di Assad sono gli unici a fare qualcosa di concreto contro il Daesh. Che ruolo ha l'Iran in questa guerra?

    — L'alleanza che c'è stata in Siria per fermare l'ondata del sunnismo radicale e anche delle forze europee che volevano entrare in Siria, ha mostrato che la Russia non ha voluto permettere al fronte occidentale di penetrare il Medio Oriente più di quanto era stato fatto. Questo ha avuto un comune interesse con l'Iran, spaventato dal fatto che ad un certo punto potessero arrivare gli occidentali e infiltrarsi nella regione.

    Le cosiddette primavere arabe sono state a mio avviso un tentativo di distogliere i galli grassi, come Mubarak, Ben Ali, Gheddafi da possibili contratti economico finanziari verso la Cina. Fa parte della difesa del fronte atlantico contro il fronte cinese e russo. Per questo motivo la Siria è diventata un posto molto importante da difendere e la ragione per la quale Assad è ancora in vita sul piano politico. La Siria doveva sopravvivere e quindi essere salvaguardata dai russi e anche dagli iraniani.

    — Il 17 aprile si terrà un vertice importante a Doha sul petrolio, dove sembrerebbe partecipi anche l'Iran. Che prospettive ci sono per questo vertice e qual è il ruolo del petrolio da un punto di vista strategico nella regione e sullo scacchiere internazionale?

    — Sicuramente il petrolio continua ad esercitare un ruolo rilevante, sebbene non lo sia come una volta. Oggi forse è più importante il gas sia per il Qatar, la Russia e l'Iran. Nel settore del gas c'è una grande divergenza fra l'Iran e la Russia. La Repubblica islamica in questo momento per suo interesse di sopravvivenza garantisce alla Russia il fatto di non entrare in modo veloce nel mercato del gas. Nel futuro, sicuramente prima o poi, se l'elemento persiano dovesse riproporre la carta del gas, a quel punto ci sarebbe un conflitto con Gazprom e lì potrebbero entrare in campo gli Stati Uniti.

    — Fra Iran e Russia sono stati siglati importanti accordi militari, fra cui quelli relativi agli S-300. Qual è l'importanza dell'asse Teheran-Mosca da un punto di vista militare e politico?

    — Non è un asse basato sulla geopolitica dei due Paesi, ma sui regimi politici. La Russia di Putin e l'Iran dell'Ayatollah Khamenei della Repubblica islamica hanno bisogno l'uno dell'altro sul piano sovrastrutturale di quest'alleanza. Sul piano naturale sono competitor geopolitici. L'Iran e la Russia non sono alleati naturali, ma alleati di breve periodo e artificiali. Questo periodo comunque può durare anche 10 anni. L'interesse dell'Iran sul grande scacchiere è quello di non essere l'alleato né della Russia né degli Stati Uniti. Il suo interesse è di poter esercitare il suo ruolo naturale, cioè quello di intermediario fra l'Oriente e l'Occidente.

    — L'Iran potrebbe avere il ruolo di intermediario fra Turchia e Russia o secondo lei è poco probabile?

    — Oggi non può farlo. Prima della rivoluzione lo Scià giocò la carta dell'alleanza atlantica, dopo la rivoluzione e dopo la guerra fredda, la Repubblica islamica gradualmente iniziò a giocare la carta filorussa e filocinese. Entrambe le carte da giocare sono a breve periodo e non le vedo come soluzioni finali. Non credo che la Repubblica islamica dell'Iran possa giocare un ruolo di intermediario fra Turchia e Russia.

    — Si è infuocato il conflitto fra Armenia e Azerbaigian. Che ruolo potrebbe avere l'Iran in questo scenario?

    — L'Iran è alleato dell'Armenia, mentre l'Azerbaigian è alleato della Turchia. Qui rientriamo nel conflitto turco persiano e turco russo. Questo contesto può soltanto rafforzare l'alleanza artificiale fra la Russia e l'Iran e portare ad un declino del potere turco. Non credo che l'Iran possa esercitare il ruolo di mediatore fra Armenia e Azerbaigian, anche perché l'Azerbaigian ha le basi israeliane e quindi è un luogo dove Israele fa pressione sull'Iran, mentre l'Iran utilizza Hezbollah.

    Il ruolo della Persia sarebbe da mediatore, ma in questo momento con la sovrastruttura della Repubblica islamica non credo questo possa essere possibile.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Tags:
    Sanzioni Iran, Sanzioni, Ali Khamenei, Bashar al-Assad, Nagorno-Karabakh, Azerbaigian, Armenia, Medio Oriente, Iran, Siria, Turchia, Cina, Russia
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