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    La piazza Martyrs a Tripoli, Libia

    Tripoli in stato d’emergenza non accetta il governo di riconciliazione nazionale

    © AFP 2017/ Mahmud Turkia
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    Il ministro agli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, da Mosca ribadisce che “non ci sono missioni militari sul punto di partire ma esiste la disponibilità, coordinata dall’Italia, a rispondere alle richieste sulla sicurezza”.

    Il governo di Salvezza libico di Tripoli, non riconosciuto dalla comunità internazionale, ha annunciato lo stato d'emergenza in tutto il Paese. Il decreto arriva in seguito all'arrivo nella città di quattro membri del consiglio di presidenza del governo di riconciliazione nazionale libico sono arrivati ieri sera a Tripoli.

    Si tratta di Ahmed Maitiq — già vicepresidente del Congresso nazionale libico di Tripoli, ha firmato gli accordi di riconciliazione a Skhirat — Fathi al Mujbari, Mohammed al Amari e Abdel Salam Kajman.

    In una nota il governo ha annunciato inoltre che il consiglio dei ministri si trova in stato di convocazione permanente e ha delegato "il ministero della Difesa e dell'Interno, oltre ai servizi dìintelligence e le brigate di Tripoli ad assumere le misure necessarie per garantire la sicurezza e la stabilità del Paese".

    Isa Abdel Majid, consigliere del presidente del parlamento libico di Tobruk, Aguila Saleh, ritiene che "sia molto difficile che Fayez al Sarraj riesca ad entrare a Tripoli per insediarvi il suo governo". Secondo Abdel Majid "il governo di al Sarraj resterà in esilio a Tunisi in quanto al momento non ha alcuna autorità nel Paese. Al massimo potrebbe insediarsi all'interno della sede della missione dell'Onu, nella zona di al Janzur, che si trova lungo la costa fuori Tripoli e rimanere lì senza fare nulla". Per il consigliere sarebbero "pochi i libici che sostengono al Sarraj in quanto l'80% dei componenti del governo di riconciliazione nazionale proverrebbe dalle file dei Fratelli Musulmani. La decisione della comunità internazionale di riconoscere il suo governo pertanto, prosegue Majid nelle dichiarazioni rilasciate al quotidiano al Quds al Arabi, non inciderebbe sul percorso che sta seguendo il parlamento di Tobruk".

    Il ministro agli Affari Esteri italiano, Paolo Gentiloni, in visita a Mosca, durante la conferenza stampa con il suo omologo Sergej Lavrov, ha dichiarato che "non ci sono missioni militari sul punto di partire ma esiste la disponibilità, coordinata dall'Italia, a rispondere alle richieste sulla sicurezza di un governo libico, quando questo potrà insediarsi".    

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    Tags:
    coordinamento riconciliazione, Stato di emergenza, crisi in Libia, Libia
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