23:15 15 Maggio 2021
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Le operazioni di attacco allo Stato Islamico si avvarranno della copertura aerea della Coalizione internazionale. L'obiettivo dichiarato dal governo di Baghdad è di riconquistare la roccaforte, in mano ai jihadisti dal 2014, entro la fine dell'anno.

Sono iniziate la scorsa notte le operazioni militari contro le postazioni dello Stato Islamico nella regione di Mosul. I reparti di artiglieria irachena sono scesi in campo nella località di Majmur e in diverse aree nei pressi di Al-Qayara, distante 50 km a sud dalla roccaforte jihadista, dopo che le forze aree della Coalizione internazionale avevano condotto i bombardamenti di copertura. Si tratta della prima fase di un'operazione che il governo di Baghdad ha ribattezzato Fatah (Conquista) e che mira alla riconquista di Mosul — maggiore città nel nord del paese — entro la fine di quest'anno.

"La prima fase dell'operazione Fatah è stata lanciata all'alba per liberare Ninive, innalzando la nostra bandiera in diversi villaggi", si legge in una nota diramata dal comando congiunto delle forze nazionali. "Le forze irachene continuano ad avanzare", si aggiunge nel comunicato diffuso dalla difesa irachena. Nelle scorse ore il portavoce del comando per le operazioni congiunte, Yahya Rasool, ha riferito che sia le forze della Coalizione che quelle dell'esercito iracheno hanno avuto un "ruolo significativo nell'offensiva".

Nelle intenzioni dell'esecutivo c'è quindi la volontà di liberare Mosul dalle milizie del Daesh che ne controllano il territorio dal 2014. La più grande città sotto il controllo dei jihadisti conta infatti circa due milioni di abitanti. Motivo per il quale nelle ultime settimane le forze di sicurezza irachene stanno concetrando sforzi, uomini e mezzi militari per lanciare la nuova offensiva a partire dall'insediamento di Al- Qayara, nella provincia di Ninive, considerato un obiettivo strategico nelle operazioni di riconquista di Mosul.

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ISIS, lotta contro il terrorismo, offensiva, Iraq
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