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05:41 23 Luglio 2019
Militanti del Daesh

I 5 motivi per cui la UE è finita nel mirino del Daesh secondo il “Time”

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In Unione Europea si sono concretizzati tutti i presupposti affinchè i terroristi continuino a perpetrare ad oltranza altri attacchi. La spaccatura politica in Europa e la crisi migratoria rappresentano per i fondamentalisti islamici una "brillante opportunità" per mettere paura, scrive la rivista “Time”.

Le esplosioni a Bruxelles hanno dimostrato che l'Unione Europea è diventata un obiettivo primario del terrorismo islamico: dietro questa affermazione ci sono diverse ragioni, scrive la rivista "Time".

In primo luogo è già stato preparato il terreno per perpetrare attentati terroristici. Tutto è iniziato nella primavera del 2014, quando un cittadino francese simpatizzante del Daesh ha sparato all'impazzata al Museo Ebraico in Belgio. Questo fatto è stato seguito dall'attacco alla redazione del settimanale "Charlie Hebdo" e dalla serie di attentati a Parigi lo scorso autunno. A margine di questa scia di attacchi sono rimaste uccise più di 185 persone. Complessivamente il Daesh ha effettuato 75 attacchi terroristici in 20 Paesi, escludendo l'Iraq e la Siria.

Più i terroristi del Daesh vengono scacciati dal Medio Oriente, più cresce la minaccia di questo gruppo terroristico nel mondo, scrive la rivista.

In secondo luogo, l'Europa è diventata una sorta di base per il reclutamento del Daesh. I terroristi scelgono di attaccare le città non casualmente. Tra il 2012 e 2015 oltre 400 persone sono partite dal Belgio per recarsi in Siria e in Iraq tra le file dei jihadisti. Nello stesso periodo sono partite dalla Francia 1.200 persone.

Pertanto Parigi e Bruxelles sono diventate le capitali europee che forniscono il maggior numero di foreign fighters in Medio Oriente, si afferma nell'articolo.

La terza ragione è la crisi migratoria incessante, che il Daesh sfrutta come strumento di reclutamento. Nel 2015 più di un milione di rifugiati sono arrivati in Europa, mentre a partire dall'inizio di quest'anno 135mila.

La crisi migratoria fornisce ai fondamentalisti "un'occasione d'oro" per provocare una spaccatura tra l'Oriente musulmano e l'Occidente. Molti leader europei fanno il gioco degli islamisti radicali, dicendo di essere disposti ad accettare solo i profughi cristiani, scrive il "Time".

In quarto luogo sfrutta le crescenti divisioni all'interno dell'Unione Europea. Il cancelliere tedesco Angela Merkel, che di fatto è il leader più rappresentativo della UE, con grande fatica è riuscita a raggiungere un accordo con la Turchia sui profughi, promettendole l'abolizione del visto. Tuttavia, dopo gli attacchi a Bruxelles, gli europei saranno ancora più riluttanti ad accettare che i cittadini turchi siano liberi di muoversi in Europa.

I leader di diversi Paesi hanno già iniziato a parlare del ripristino delle frontiere interne nella UE. Tuttavia questa decisione sancirebbe la fine di Schengen e con essa sarebbe a repentaglio il progetto europeo nel suo complesso, si dice nell'articolo.

Infine il referendum imminente in Gran Bretagna indebolisce l'Europa. Se un Paese così importante per la UE se ne andrà, l'esistenza stessa dell'Unione Europea sarà messa in discussione. Inoltre il 53% dei francesi e il 45% dei tedeschi, spagnoli e svedesi vogliono avere dei referendum simili. Si può solo immaginare cosa accadrebbe se un attacco terroristico avvenisse alla vigilia del voto in Gran Bretagna.

I leader del Daesh hanno molte opportunità per destabilizzare l'Unione Europea, scrive il "Time".

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Tags:
Schengen, Migranti, Terrorismo, Immigrazione, Occidente, Crisi dei migranti, Attentati terroristici a Bruxelles, attentato a Parigi, Brexit, Unione Europea, Angela Merkel, Gran Bretagna, Bruxelles, Turchia, Parigi, UE
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