18:01 19 Ottobre 2020
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La stampa belga annuncia l'arresto dell'artificiere degli attacchi di Parigi, che ha avuto un ruolo decisivo anche negli attentati di ieri. Il procuratore belga: terzo uomo ancora in fuga.

La foto di Laachraoui fornita dalla polizia belga
© AP Photo / Belgian Federal Police
La foto di Laachraoui fornita dalla polizia belga
Dopo alcune ore dalla diffusione della notizia, è arrivata la smentita da parte del sito belga Derniere Heure: la persona fermata questa mattina ad Anderlecht non è Najim Laachraoui, considerato l'artificiere della cellula jihadista che ha colpito Parigi lo scorso 13 novembre e identificato dalle telecamere di sicurezza dell'aeroporto di Bruxelles come il basista che ieri ha accompagnato i due kamikaze allo scalo di Zaventem.

Fratelli Brahim e Khalid Bakraoui all'aeroporto di Bruxelles
© AP Photo / Belgian Federal Police
La notizia, che non ha avuto nel corso della mattinata alcuna conferma dalla procura belga, era arrivata a 24 ore di distanza dalle terribili esplosioni che hanno sconvolto la capitale belga, rigettando nel clima di paura e terrore l'intera Europa. Su Laachraoui, noto alle forze di sicurezza belghe fino a poco tempo fa con il falso nome di Soufiane Kayal, si erano strette le maglie investigative dopo il rinvenimento di tracce del suo dna sulle cinture esplosive usate dal commando in azione a Parigi lo scorso 13 novembre.

Parlando alla stampa in un'attesa conferenza stampa in diretta nazionale, il procuratore di Bruxelles titolare delle indagini ha confermato che l'uomo fermato questa mattina, al momento sotto interrogatorio, non è l'artificiere del commando. Il procuratore ha poi fatto sapere come sia nota l'identità di uno soltanto dei due kamikaze entrati in azione ieri a Bruxelles.

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Attentato a Bruxelles, Bruxelles
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