20:10 11 Dicembre 2018
Un militare di Hezbollah al confine libanese

Dopo la Siria, il Libano?

© AP Photo / Bassem Mroue
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L’Arabia Saudita congela i conti correnti di chi ha legami con Hezbollah, mentre il Libano scivola in una crisi politica, militare, sociale sempre più grave.

I ministri libanesi che fanno parte del partito sciita di Hezbollah non potranno partecipare ai futuri vertici arabi. Il Consiglio dei ministri degli Esteri della Lega araba ha preso questa decisione dopo avere dichiarato il gruppo sciita libanese Hezbollah, rappresentato in Parlamento, un'organizzazione terroristica. Pochi giorni prima Hezbollah era finito nella lista nera dei gruppi terroristi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, che riunisce Arabia Saudita, Bahrain, Emirati, Kuwait, Oman e Qatar. 

Intanto, il ministero degli Interni dell'Arabia Saudita ha annunciato che congelerà i conti correnti di cittadini o stranieri sospettati di avere legami con Hezbollah e che gli stranieri accusati di sostenere Hezbollah saranno espulsi dopo aver scontato una pena carceraria e sarà loro impedito di rientrare in Arabia Saudita.

Già il 16 dicembre 2015, il Congresso degli Stati Uniti aveva approvato una legge che vieta alle banche di lavorare con Hezbollah. Nei giorni scorsi il Bahrain e gli Emirati Arabi hanno espulso alcuni cittadini libanesi per legami con Hezbollah, mentre lo scorso mese Riad ha bloccato il programma di finanziamento da 3 miliardi di dollari per le forze di sicurezza libanesi e ha invitato i cittadini sauditi a lasciare il Libano.

Il dispositivo è ormai completo: l'economia libanese è rovinata e il principio di resistenza all'occupazione israeliana è assimilato al terrorismo. Non bastasse, per incentivare la crisi, il sunnita radicale Ashraf Rifi si è dimesso da ministro della giustizia. E mentre il canale televisivo Al-Manar non è più accessibile da NileSat e ArabSat, solo la versione occidentale dei fatti viene conosciuta.

Il Libano non ha più un bilancio dal 2008 né un presidente della Repubblica legittimamente eletto. Michel Sleiman non fu insediato dal suo predecessore ma illegittimamente dall'emiro del Qatar, alla presenza del rappresentante della ex potenza coloniale francese, Bernard Kouchner. L'ultimo presidente costituzionale del Libano, Emile Lahoud, fa appello a una riforma immediata della legge elettorale, in modo che il prossimo parlamento non sia rappresentativo delle comunità religiose, ma della popolazione. Questo è l'unico modo per evitare la guerra civile.

Dopo avere incendiato la Siria e l'Iraq, prestando appoggio al terrorismo internazionale, e dopo avere devastato lo Yemen, senza per altro riuscire a occuparlo, l'Arabia Saudita si prepara dunque, insieme a Israele, a destabilizzare il Libano, Paese che ospita un milione di profughi siriani — su una popolazione di 4,3 milioni, mentre l'ISIS diffonde un filmato i cui si minacciano i cristiani libanesi ed Hezbollah. Intanto, l'Europa è occupata a contrattare miliardi e visti con la Turchia: in ballo 2,5 milioni di rifugiati siriani. 

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crisi, Libano
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