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    Corte Ue: Stato membro può trasferire il richiedente asilo in un Paese considerato sicuro

    © Sputnik. Dmitriy Vinogradov
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    La sentenza dell'organismo di giustizia europea ribadisce il diritto, già sancito nel regolamento di Dublino, di inviare un profugo in un paese terzo sicuro, a prescindere dallo Stato a cui compete la domanda di asilo. Il provvedimento potrebbe quindi aprire la strada ai respingimenti in massa verso la Turchia.

    Uno Stato dell'Unione può rimandare un richiedente asilo in un Paese terzo se questo viene giudicato "sicuro". In base al regolamento Dublino III che disciplina il diritto di asilo nell'Ue, lo Stato membro "può inviare un richiedente protezione internazionale in un paese terzo sicuro, indipendentemente dal fatto che si tratti dello Stato membro competente per l'esame della domanda o di un altro Stato membro". Naturalmente la possibilità sarà valida anche per il Paese dell'Ue che avrà dichiarato di essere competente per l'esame della domanda nell'ambito della procedura di ripresa in carico.

    Questo è l'impianto della sentenza pubblicata oggi dalla Corte di Lussemburgo che aveva esaminato il caso di Shiraz Baig Mirza, cittadino pakistano che era entrato in Ungheria attraverso la Serbia lo scorso anno. Il migrante aveva richiesto la protezione internazionale di Budapest ma senza avere risultati. Nel tentativo di raggiungere l'Austria è stato fermato dalla polizia ceca e ritrasferito nel paese di primo ingresso in Europa. A quel punto le autorità ungheresi hanno rifiutato la domanda di asilo e deciso di ricollocarlo in Serbia, considerato paese affidabile, dove si trova adesso in un centro di accoglienza.

    La decisione della Corte dà così ragione all'Ungheria aprendo così un precedente. Uno Stato membro competente potrà esercitare, quindi, il suo diritto al trasferimento del profugo anche se il richiedente asilo ha lasciato il Paese prima che la sua richiesta sia stata esaminata, come nel caso di Mirza in Ungheria.

    La sentenza arriva proprio in contemporanea con l'inizio dei lavori al vertice Turchia-Ue sulla gestione dei flussi migratori. Il dispositivo potrebbe in qualche modo legittimare l'innesco di un meccanismo di respingimenti in massa dalla Grecia alla Turchia nel caso in cui il paese arabo venisse considerato "sicuro" da uno degli Stati membri.

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    Tags:
    Unione Europea, Migranti, Profughi, Crisi dei migranti, redistribuzione
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