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    Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi

    Al Sisi avverte l'Italia: Da intervento in Libia effetti incontrollabili

    © REUTERS/ Amr Abdallah Dalsh
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    Le cinque domande che il presidente egiziano ha formulato in relazione all'intervento armato in Libia a guida italiana, nel corso di una seconda intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica.

    Alla domanda del direttore de la Repubblica Mario Calabresi sulla situazione libica, Al Sisi ha risposto ponendo cinque domande. E' la sponda sud del Mediterraneo l'argomento centrale della seconda tranche dell'intervista che il presidente egiziano ha concesso al quotidiano italiano, che pubblica oggi in prima pagina l'avvertimento proveniente dal Cairo: in Libia l'Italia rischia una nuova Somalia.

    "Mi sembra opportuno porsi cinque domande".

    Così Al Sisi introduce il delicato argomento della lotta al Daesh in Libia.

    "Come entriamo in Libia — ha chiesto — e come ne usciamo?". E poi ancora "chi avrà la responsabilità di rifondare le forze armate e gli apparati di polizia?". Tre: Come si farà a gestire nel corso della missione la sicurezza della popolazione?". Quattro: "Un intervento sarà in grado di provvedere ai biodgni di tutte le popolazioni in Libia". Ed infine, quella che sembra la domanda dirimente: "Chi si occuperà della ricostruzione materiale?"

    La raffica di dubbi espressi a voce alta dal presidente egiziano confermano le preoccupazioni dei leader della regione che l'intervento in Libia possa assumere i connotati di una guerra di occupazione. In tal senso Al Sisi "avverte" l'Europa ed in particolare l'Italia, da più parti designata come Paese guida della missione internazionale, sul rischio che si possa arrivare a viluppi incontrollabili.

    "Bisogna tenere a mente due lezioni — ha detto Al Sisi — quella dell'Afghanistan e della Somalia. Lì ci sono stati interventi stranieri più di trent'anni fa — ha proseguito — e quali progressi sono stati raggiunti da allora? I risultati sono sotto gli occhi di tutti: la storia parla chiaro".    

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    Tags:
    lotta contro il terrorismo, crisi in Libia, Abdel Fattah al-Sisi, Libia, Italia
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