18:54 25 Novembre 2020
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Dopo la visita di Donald Tusk a Nicosia la posizione di Cipro rimane sempre critica rispetto all’accordo Turchia-Ue sui flussi migratori. “Non intendiamo consentire l'apertura di tutti i capitoli se la Turchia non rispetterà i suoi obblighi”, ha detto il capo di Stato cipriota. Oggi il presidente della Commissione Ue tenta quindi una mediazione.

É sempre in salita la strada che porta all'accordo sui migranti. "Non ci siamo ancora", ha detto ieri il Presidente del Consiglio Europeo Tusk dopo l'incontro con il capo di Stato cipriota Nicos Anastasiades, che ha ribadito la posizione del suo paese a non confermare l'apertura dei capitoli congelati sull'adesione della Turchia all'Unione europea e sulla nuova tranche di finanziamenti ad Ankara. Dichiarazioni forti che vanno ad aggiungersi ai dubbi di alcuni tra gli stessi paesi dell'aerea Ue come come Spagna, Italia e Francia sulle esose condizioni poste dal governo turco per il piano immigrazione.

"L'accettazione delle richieste turche, senza l'attuazione degli obblighi attesi da lungo tempo da parte della Turchia, significherebbe accettare con il mio consenso che la Repubblica di Cipro è praticamente morta", ha detto Anastasiades come riferito dal quotidiano locale Cyprus mail. Il presidente cipriota ha bollato come "ingiustificato, controproducente e inaccettabile" il tentativo  in atto di spostare il peso della risposta alla gestione della crisi umanitaria sulle "spalle di Cipro". Un richiamo voluto quello di Anastasiades, che certo non si riferiva a Tusk.

Oggi a Bruxelles il Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, proverà a metterci una pezza in vista del vertice previsto per domani e dopodomani, considerato di strategica importanza dalla Ue nel tentativo di risoluzione della crisi dei migranti. La posizione di Cipro è ormai chiara: senza un riconoscimento della piena indipendenza dell'isola da parte di Ankara la via che porta all'implementazione della bozza di accordo con la Turchia si fa sempre più accidentata.

"Non commentiamo discussioni in corso", ha detto stamani sibillinamente la portavoce della Commissione, Mina Andreeva, confermando la cautela che vige dentro le istituzioni europee circa l'eventualità della precondizione di riconoscimento della Repubblica di Cipro da parte della Mezzaluna sull'accordo Turchia-Ue per i flussi migratori.

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rifugiati, Migranti, profughi, Immigrazione, Crisi dei migranti, Consiglio Europeo, Commissione Europea, Nikos Anastasiades, Jean-Claude Juncker, Donald Tusk, Cipro, Turchia, UE
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