05:27 07 Luglio 2020
Mondo
URL abbreviato
11132
Seguici su

Gli scenari che si aprono vanno da una “no fly-zone” garantita dagli Usa ad un accordo segreto con Washington sull'Ucraina.

Lo Stato islamico è stato gravemente ferito dagli incessanti attacchi aerei russi negli ultimi sette mesi, ma continua a controllare porzioni significative di territorio e non è stato ancora eliminato definitivamente.

È il giudizio espresso da una serie di esperti come l'analista newyorchese per gli Affari esteri Joe Lauria: "La Russia li aveva messi alle corde. In base ai termini di cessazione delle ostilità, la Russia ha la facoltà di continuare a colpire lo Stato islamico e al-Nusra, fornendo copertura aerea per l'esercito siriano".

Lunedì il presidente russo Vladimir Putin aveva ordinato il ritiro degli squadroni aerei russi dopo che le forze di terra siriane avevano raggiunto Aleppo e Palmira e si erano dirette verso Raqqa, la capitale dello Stato Islamico, ha osservato Lauria.

Tuttavia, "la liberazione di Aleppo non è ancora completa. Anche se l'esercito siriano, come riferito, è entrato a Palmira e ha raggiunto i pressi di Raqqa, il gruppo terroristico non è stato distrutto", ha ammonito l'analista suggerendo che il ritiro russo può essere il risultato di un accordo segreto o un'intesa in fase di negoziazione tra Stati Uniti e Russia. "Forse c'è stato un accordo con gli Stati Uniti. Forse Washington ha fatto una grande concessione sull'Ucraina, qualcosa che il Presidente Obama potrebbe volentieri elargire dato il disastro dell'avventura Usa in quel paese".

Lauria ha anche osservato che l'amministrazione Obama potrebbe sentirsi libera di stabilire una no-fly zone sopra la Siria e intensificare gli attacchi contro lo Stato islamico dopo aver privato la Russia dell'autorizzazione a farlo: "Gli Stati Uniti hanno voluto la Russia fuori dal teatro siriano dal momento in cui sono entrati. Le domande ora abbondano. Con la Russia che ha ceduto i cieli, gli Stati Uniti istituiranno una no-fly zone, come la Turchia ha disperatamente chiesto?".

Lauria, tuttavia, ha ammesso che è rimasta un'altra questione aperta: il presidente siriano Bashar Assad. Userà la sua posizione rafforzata per rimanere al potere o sarà costretto a dimettersi dopo un periodo transitorio di sei mesi?

"Forse i colloqui delle Nazioni Unite produrranno un accordo di pace in cui Assad rimarrà almeno altri sei mesi, fino a che un governo di transizione prenderà il potere, scriverà una nuova costituzione e terrà entro 18 mesi nuove elezioni. I prossimi giorni e le prossime settimane potrebbero essere interessanti", ha ammesso Lauria.

L'analista dell'Istituto per gli affari del Golfo Adam Whitlock, lega invece il ritiro russo al successo del cessate il fuoco in Siria e al crescente slancio verso la fine della guerra civile in Siria.

"La mia reazione immediata è che con i negoziati di pace e la cessazione delle ostilità che hanno avuto un discreto successo, Putin stia facendo del suo meglio per far sembrare la Russia una benefattrice".

La Russia era riuscito a rafforzare il governo siriano e aveva costretto i ribelli dell'opposizione a sedersi con il presidente Assad per trovare una soluzione di compromesso:

"Ora che le forze anti-Assad — i terroristi dal punto di vista russo — stanno cooperando, non c'è una vera ragione per rimanere", ha detto Whitlock.    

Correlati:

Russia e USA in costante contatto per la tregua in Siria
L’inviato speciale dell’ONU ha lodato gli sforzi della Russia per la tregua in Siria
Cronaca dell'operazione della Russia in Siria
Tags:
Lotta al terrorismo, Operazione della Russia in Siria, Operazione in Siria, crisi in Siria, Guerra in Siria, cessate il fuoco, ONU, Barack Obama, Vladimir Putin, Bashar al-Assad, Russia, USA, Siria
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook