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01:06 17 Settembre 2019
Migranti in attesa di un treno per la Serbia (foto d'archivio)

La rotta balcanica è chiusa. Quale via per l'Europa troveranno i profughi?

© AP Photo / Boris Grdanoski
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Presso l'Istituto d'Europa dell'Accademia Russa delle Scienze osservano che la chiusura del corridoio migratorio dei Balcani porterà ad un ammassamento dei profughi nei confini della Grecia, Macedonia e Serbia.

Da mercoledì 9 marzo le autorità slovene hanno chiuso i loro confini ai profughi. Lo ha annunciato il capo del governo della Slovenia Miro Cerar al canale tv serbo RTS.

Ha dichiarato che la rotta migratoria dei Balcani non esiste più e la Slovenia farà entrare nel proprio Paese solo coloro che hanno i documenti in regola per entrare nella zona Schengen.

Dopo la Slovenia ha annunciato la chiusura dei confini la Croazia. Subito dopo le autorità serbe hanno dichiarato che tutte le sue azioni successive saranno coordinate con la UE.

Rotte balcaniche alternative dei migranti
© Sputnik /
Rotte balcaniche alternative dei migranti

Il ricercatore dell'Istituto d'Europa dell'Accademia Russa delle Scienze Pavel Kandel ha definito la misura dei Paesi balcanici per contrastare l'afflusso di rifugiati molto efficace. Tuttavia, secondo gli esperti, questo porterà ad un ammassamento di profughi nelle prime fasi del loro cammino.

"Questo porterà all'accumulo di rifugiati in Serbia, Macedonia, Grecia. Ma a quanto pare agli sloveni interessa meno rispetto alla propria sicurezza," — ha detto Pavel Kandel.

"Gli sloveni hanno preso questa decisione perché, alla luce dell'accordo con la Turchia, Ankara ora invierà solo profughi con i documenti in regola. Pertanto il ruolo di transito della Slovenia si è esaurito. Quasi certamente la Croazia dovrebbe fare lo stesso. L'Ungheria lo fa da diverso tempo. In seguito gli altri Paesi. Tutto questo porterà ad un ammasso di profughi dove vengono trattenuti, così come a disordini. Prima in Grecia, poi in Macedonia, poi in Serbia, e così via,", ritiene Pavel Kandel.

Secondo gli ultimi dati, sul confine macedone si trovano ora circa 14mila rifugiati. In Grecia sono più di 34mila.

In precedenza i leader di Turchia ed UE avevano concordato che Ankara si sarebbe ripresa parte dei profughi arrivati in Europa dopo essere partiti dal loro Paese. A sua volta la UE pagherà 3 miliardi di euro alla Turchia e si è impegnata a rivedere il regime del visto per i turchi.

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Tags:
Migranti, profughi, Immigrazione, Politica Internazionale, Crisi dei migranti, Unione Europea, Miro Cerar, Croazia, Slovenia, Macedonia, Serbia, Turchia, UE, Grecia
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