11:54 24 Ottobre 2020
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Un giovane somalo fermato in un centro di accoglienza nel centro Italia: intensa e veemente azione di proselitismo.

C'è un riscontro tecnico sulla possibilità che stesse organizzando un attentato a Roma. E' questa l'opinione espressa dal Procuratore di Campobasso, Armando D'Alterio, nella conferenza stampa seguita all'arresto di un 22enne somalo, le cui generalità non sono state al momento rese note. L'accusa nei suoi confronti è quella di proselitismo in favore del Daesh, azione svolta con "intensità e veemenza", come è possibile leggere nell'ordinanza con cui la Procura molisana ha disposto il suo arresto, all'interno del campo di accoglienza di Campomarino, struttura che ospita attualmente 200 rifugiati.

Nel corso delle intercettazioni ambientali predisposte dalla Digos di Campobasso, il giovane somalo inneggiava al Daesh, ma anche ad al Qaeda e alla branca somala di al Shabaab, esortando gli altri ospiti del centro di accoglienza ad azioni violente. Nei sui commenti, parole di elogio per gli attentati di Parigi.

All'esito delle indagini e sentiti alcuni tra i presenti nella struttura, gli inquirenti hanno poi concluso che, pur in assenza di segnali su una successiva fase operativa, l'uomo arrestato fosse in piena mobilitazione per commettere un attentato.

"Cominciamo dalla stessa Italia, andiamo a Roma e cominciamo dalla stazione".

Queste alcune tra le frasi che hanno fatto concludere anzitempo l'ascolto da parte degli investigatori, dando via all'operazione di polizia che lo ha portato in manette nella giornata di ieri.     

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Tags:
ISIS, minaccia terroristica, arresto
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