19:20 24 Febbraio 2020
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Tra una settimana il via alle operazioni Usa con i droni pronti a partire dalla base italiana di Sigonella. Prende corpo l'ipotesi di un piano alternativo, con la divisione temporanea della Libia in tre parti.

La stampa italiana ed europea lo ha già ribattezzato piano B. E per quanto non sia facile al momento capire quanto le indiscrezioni uscite oggi sui media del vecchio continente rappresentino ipotesi realmente percorribili, l'attenzione di queste ore è ancora una volta catalizzata da Tobruk, dove ieri è stato deciso l'ennesimo rinvio del voto di fiducia al governo al-Sarraj. Ieri l'assemblea di Tobruk ha infatti posticipato a domenica prossima il voto di ratifica dell'ultima lista di ministri presentata da al-Sarraj, mentre almeno 100 esponenti del parlamento esiliato a est hanno firmato in queste ore un documento a sostegno del governo di unità.

Nella perdurante condizione di instabilità politica, questo quanto filtrato alla stampa, e nell'impossibilità di raggiungere l'intesa per un governo di unità, l'Italia, la Francia ed il Regno Unito sarebbero pronte a fare da "tutor" delle tre principali aree della Libia: Tripolitania, Cirenaica e Fezzan. Secondo quanto scritto oggi sul quotidiano romano Il Messaggero e su la Repubblica, l'impegno militare di questo piano prevederebbe 5mila soldati, dislocati in Tripolitania a guida italiana, Regno Unito in Cirenaica e militari francesi nell'area del Fezzan.

Partiranno invece tra una settimana i primi Hellfire americani dalla base di Sigonella. I droni armati potranno, secondo quanto previsto dalle regole di ingaggio siglate da Usa e Italia, intervenire solo "in caso di pericolo" e le singole operazioni saranno autorizzate dall'Italia "caso per caso". 

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Fayez al-Sarraj, Italia, Libia
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