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    Benito Mussolini

    Ci sarà a Predappio un museo dedicato a Mussolini?

    © Foto: Bundesarchiv, Bild 102-09844 / CC-BY-SA 3.0
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    Marina Tantushyan
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    Il governo italiano ha deciso di stanziare 2 milioni di euro per costruire un museo del Fascismo dedicato a Benito Mussolini e al ventennio.

    Il museo sorgerà proprio nella Casa del Fascio di Predappio, a 500 metri dalla casa natale di Mussolini. E a poco più di un chilometro dalla cripta che conserva le spoglie del Duce, che almeno tre volte all'anno richiama decine di migliaia di nostalgici in camicia nera. L'ipotesi che il Governo finanzi il museo nella Casa del Fascio ha già sollevato polemiche nelle quale partecipano sia politici e storci che i rappresentati della società' civile.

    Il deputato del "Sinistra, ecologia, liberta" Giovanni Paglia ha spiegato a Sputnik Italia le sue preoccupazioni:

    — Predappio da molti anni è un luogo del pellegrinaggio per militanti neofascisti. Fare proprio in quel luogo un museo di Fascismo che comunque abbia a che fare con quei temi rischia di rafforzare ulteriormente questo tipo di turismo neofascista che andrebbe invece cancellato.

    — Lei come parlamentare cosa pensa di fare per prevenire la realizzazione di questo progetto?

    — In questo momento c'è un dibattito molto forte che si è aperto sia fra i politici sia fra gli storici che stanno prendendo posizione. Vediamo come va il dibattito nei prossimi giorni e se ci sarà un arretramento del governo rispetto a questa ipotesi. In caso contrario cerchiamo di reagire con gli strumenti parlamentari.

    Di tutt'altro avviso il professore dell'Università "Guglielmo Marconi" di Roma Andrea Ungari, che a Sputnik Italia ha espresso un`opinione diametralmente opposta: 

    — Io ho visto il progetto e a me sembra molto interessante perché sono circa 2 mila metri quadrati in cui sono previsti un book-shop, un centro di documentazione, un archivio, una biblioteca e uno spazio dedicato sia alle mostre temporanee sia alla mostra permanente sul Fascismo".

    — Quindi, a Suo avviso, l'Italia oggi è pronta ad un opera del genere da punto di vista psicologico, tenendo presente che alcuni italiani non vogliono neanche sentir parlare dell'epoca di Mussolini?

    — Facendo una piccola ricerca ho visto che a Monaco hanno creato un museo del Nazismo. Se questo museo diventa un punto di riflessione su questo tema, io non credo che ci siano problemi di carattere contingente all'interno della società. Importante che questa riflessione avvenga con un criterio scientifico e storiografico e ovviamente fuori da qualsiasi dibattito politico. Penso che il paese adesso sia abbastanza maturo per affrontare un tema del genere. Questo è un processo che è già iniziato nel corso degli anni 80. Credo che oggi le polemiche sono venute dai settori limitati della sinistra italiana al di là del PD. Questo museo mi convince perché sarebbe importante che i giovani italiani conoscono quello che è stato. Perché, come ben noto, non conoscere la storia del proprio paese porta a ripetere gli stessi errori.

     

    La comunità ebraica di Roma non vuole per adesso esprimere un giudizio sbrigativo e preferisce studiare meglio tutti i dettagli di questo progetto molto delicato, ha detto a Sputnik Italia Giacomo Khan, direttore del giornale "Shalom", sottolineando che questo progetto in realtà potrebbe avere un altro obbiettivo mascherato:

    — Prima di sciogliere le riserve aspettiamo di vedere nel concreto il progetto che per adesso è un po' generico. Noi vogliamo sapere che cosa racconterà questo museo. La nostra paura è che questo museo possa diventare uno strumento. Creare un museo sulle dittature non è sbagliato, anzi è giustissimo se questo museo parla solo del Fascismo. Il pericolo è che se non sia strutturato bene e non diventi più un luogo per raccontare cosa è stato il Fascismo, ma un'occasione per fare propaganda o per avvicinare i nostalgici. Questa è una preoccupazione che deve essere sciolta dagli organizzatori e da chi promuove questa iniziativa.

    Non vorrei che questo progetto nascondesse ragioni puramente economiche perché se uno va a fare un giro tutta quella zona dell'Emilia, troverà tantissime luoghi in cui si vende la paccottiglia di stampo fascista, il vino con l'etichetta con il volto di Mussolini, il busto, il calendario. Generalmente i musei moderni hanno il merchandising e hanno un aspetto commerciale. Cosa vuol dire fare un museo del Fascismo? Tutta questa paccottiglia verrà venduta o ci sarà solo un luogo di studio?"Alcuni storici sostengono questo progetto con tutta la forza e insistono che nel corso degli ultimi anni l'Italia è un paese abbastanza maturo per sapere cosa è successo in quel periodo e che è assolutamente inutile rimuoverlo dalla memoria.

    Se tutto andrà come programmato dal governo Renzi, il museo del Fascismo a Predappio dovrebbe aprire i battenti nel 2019.

     

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Tags:
    nazismo, fascismo, Benito Mussolini, Italia
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