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    Raid Usa in Libia, uccisi due ostaggi serbi a Sabrata

    © Sputnik. Alexander Kovalev
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    Due cittadini serbi tra le vittime del raid contro Daesh effettuato dagli Usa il 19 febbraio scorso. Belgrado chiede spiegazioni. Anche il governo designato libico contro i bombardamenti statunitensi.

    Belgrado sarebbe pronta a chiedere spiegazioni agli Stati Uniti sulle modalità con cui è stato condotto il raid aereo sulla Libia lo scorso 19 febbraio. In quella occasione, oltre a Nourredine Chouchane, esponente del Daesh in Libia, ucciso dalle bombe americane insieme ad altri uomini del califfato islamico, tra le vittime ci sarebbero anche due cittadini serbi, ostaggi dei miliziani Daesh. A dare la notizia è stato ieri il ministro degli Eteri serbo Ivica Davic.

    Jovica Stepic e Sladjana Stankovic, entrambe dipendenti dell'ambasciata serba in Libia, erano nelle mani dei fondamentalisti dallo scorso 8 novembre nel corso di un'imboscata ad un convoglio diplomatico nei pressi di Sabrata, la stessa zona interessata dai raid americani dei giorni scorsi.

    Anche il governo di unità nazionale libico, guidato dal premier incaricato al-Sarraj ha protestato per gli attacchi voluti con decisione unilaterale da Washington. Il bombardamento non coordinato con le autorità libiche, si legge in una nota diffusa nella giornata di domenica l'azione statunitense è stata una chiara e flagrante violazione della sovranità dello Stato libico. 

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    Tags:
    Fayez al-Sarraj, Ivica Dačić, Serbia, USA, Libia
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