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23:41 23 Ottobre 2019
Hillary Clinton and Donald Trump

Clinton e Trump si confermano favoriti. Bush abbandona la gara

© REUTERS / Craig Lassig/Jay LaPrete
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L'ex Segretario di Stato Hillary Clinton nelle primarie del partito ha battuto il senatore Bernie Sanders. Il miliardario Donald Trump ha superato con un ampio margine i senatori Marco Rubio e Ted Cruz.

Hillary Clinton e Donald Trump ha ottenuto una grande vittoria nelle elezioni primarie del partito di sabato, confermando il loro status di favoriti della campagna elettorale per i partiti Democratico e Repubblicano. L'ex favorito del partito repubblicano Jeb Bush si è ingloriosamente ritirato dalla campagna.

Clinton ha battuto il senatore Bernie Sanders in Nevada con circa il 52,6% dei voti e 19 delegati al congresso del partito, contro i 15 Sanders. Tenendo conto dei voti dei funzionari di partito, che hanno il diritto di voto al Congresso del Partito Democratico, Clinton ha già 500 voti contro i 70 di Sanders. Per ottenere la nomina a presidente dei Democratici ha bisogno di ottenere 2383 voti dei delegati.

Trump ha battuto cinque concorrenti in South Carolina con circa il 33% dei voti. Il secondo posto in gara non è ancora del tutto definito: il senatore della Florida Marco Rubio ha superato il senatore del Texas Ted Cruz con meno di un migliaio di voti, entrambi hanno il 22%. Trump ha ottenuto quasi tutti i delegati da South Carolina: 44 su 50. Al miliardario ha adesso 61 voti dei delegati, Ted Cruz 11, mentre Rubio 10. Ai candidati repubblicani servono 1237 voti dei delegati per vincere la nomina di presidente.

Trump, Rubio e Cruz si sono dichiarati vincitori, parlando ai sostenitori. Trump ha esortato gli elettori per vincere le prossime primarie e «farla finita». Rubio ha detto che i veri candidati sono rimasti solo in tre, e ha espresso la fiducia che sarà il nominato del Partito Repubblicano. «È arrivato il momento che una nuova generazione di conservatori guidi il paese nel XXI secolo» ha detto Rubio. Cruz non è gradito all'establishment. «Washington trema di paura di fronte al nostro movimento politico di base» ha detto ai suoi sostenitori. Altri due candidati — il governatore dell'Ohio John Keysik e il neurochirurgo in pensione Ben Carson — hanno chiarito che non abbandoneranno la corsa. «Io non vado da nessuna parte» ha detto Carson. «Siamo rimasti solo in quattro» ha detto Keysik, non considerando Carson.

L'ex governatore della Florida Jeb Bush ha annunciato la sua decisione di ritirarsi dalla corsa, nonostante abbia ancora risorse per condurre la campagna. Bush ha ricevuto il punteggio più basso, finendo al quarto posto con l'8% dei voti. «Gli elettori in Iowa, New Hampshire e South Carolina si sono espressi, e io rispetto la loro decisione. Per questo oggi interrompo la mia campagna» ha detto Bush. «Si, si» ha aggiunto in risposta alle esclamazioni di delusione del pubblico. Dopo di che, ha iniziato a tossire. Il fallimento di Bush, figlio e fratello di ex presidenti degli Stati Uniti, è diventato ancora più fragoroso poiché è entrato in corsa come il preferito in assoluto e ha raccolto più di 100 milioni di dollari per la sua campagna. L'establishment del partito era anche pronto a sostenere Bush, ma il candidato non è riuscito ad ottenere l'attenzione degli elettori. Bush è stato più volte criticato per i suoi continui cambi di posizione (si è espresso sia a favore che contro la guerra in Iraq, iniziata da suo fratello George W. Bush) e la mancanza di carisma (i satirici hanno scherzato sul fatto che Bush ha perso la simpatia degli elettori della televisione via cavo, che si sono sintonizzati nel momento del suo discorso).

I veri candidati repubblicani sono rimasti tre: Donald Trump, Ted Cruz e Marco Rubio. Trump e Cruz fanno affidamento sull'elettorato di protesta, ma davanti a loro ci sono delle difficoltà: meno sono gli avversari, e più difficile diventa guadagnare punti grazie alla frammentazione dei voti espressi per i più tradizionali candidati. Trump ha un alto racing negativo a causa delle sue dichiarazioni controverse e allo stile di comunicazione conflittuale. Invece Cruz fa affidamento sugli elettori religiosi: erano la maggioranza in Iowa e South Carolina, ma in altri stati questo gruppo non è così significativo. Rubio ha subito una pesante sconfitta nel New Hampshire dopo gli insuccessi dei suoi dibattiti e si è ripreso in South Carolina, ma ancora non ha vinto un solo giro di primarie. Rubio è accettabile come candidato per molti repubblicani, ma quasi a nessuno di loro ispira molto entusiasmo.

Hillary Clinton resta il favorito formale dei democratici. Nonostante l'inasprimento della lotta, Bernie Sanders non è stato in grado di consolidare nel Nevada il successo del New Hampshire. Il suo sostegno è ancora più debole da parte delle minoranze razziali e dalle donne, che costituiscono una parte importante dell'elettorato democratico. Allo stesso tempo, Clinton non può permettersi di rilassarsi: nei sondaggi nazionali non ha tempo che una doppia preferenza è evaporata, e ogni nuovo turno delle primarie sarà dura competizione.

Le prossime primarie si terranno il 23 febbraio. I democratici si sfideranno in South Carolina, mentre i repubblicani si sposteranno nel Nevada.

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