02:02 17 Luglio 2018
Bandiere degli USA e della Russia

La missione della Russia è unire, quella degli USA è dividere

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Marco Fontana
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Mentre in Italia si vuole approvare un disegno di legge sulle unioni civili che regoli l'adozione del figlio del partner e la reversibilità della pensione nelle coppie dello stesso sesso, a Cuba si è scritta una pagina di Storia con l’incontro tra Papa Francesco e il patriarca di Mosca Kirill.

E intanto la Russia continua a combattere in solitaria la vera battaglia contro l'integralismo islamico. Tre immagini molto diverse che danno uno quadro preciso delle priorità degli attori in campo. Sputnik Italia ha chiesto un'opinione in merito ad Alexey Komov, Ambasciatore presso l'ONU e presidente del Congresso Mondiale delle Famiglie.

— Il Parlamento italiano dibatte ad oltranza il DDL Cirinnà: da cosa deriva l'ostinazione che ci sta mettendo il governo Renzi?

— Stiamo vivendo una guerra valoriale cruciale all'interno dell'Onu e più in generale nel mondo: quello che accade in l'Italia è un riflesso di questo conflitto, in cui sono impegnati gruppi molto potenti soprattutto economicamente e personaggi del calibro di George Soros. Lo scopo di tali lobby è una rivoluzione antropologica che pieghi le persone a una società neomarxista e nichilista. L'uomo senza valori è infatti debole e facilmente manovrabile. Purtroppo anche l'Italia subisce queste influenze esterne, che portano ai DDL Cirinnà.

— La Russia è da tempo fortemente impegnata nella difesa della famiglia tradizionale: come può aiutare l'Europa a non soccombere all'influenza di queste lobby?

— In Russia abbiamo già avuto esperienza di persecuzioni e ora vogliamo aiutare il mondo a non soffrire come abbiamo sofferto noi. Consideriamo gli europei cristiani nostri fratelli e vogliamo sostenerli contro questo nuovo tipo di totalitarismo. Lavoriamo con gruppi come Pro Vita Onlus dell'amico Toni Brandi e con altre associazioni che difendono la vita e i valori tradizionali. Abbiamo visto il Family Day che ha raccolto al Circo Massimo moltissimi amici cristiani. In Russia sappiamo che sono in tanti a pensarla come noi, contro la deriva delle politiche sulla bioetica. La Riunione tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill è stata un momento centrale della lotta comune.

— Questo storico incontro che cosa ha prodotto?

— Un grande risultato: uniremo le forze contro la persecuzione che i cristiani subiscono ovunque, in particolare in Siria e Iraq. Poi è stato ratificato che la famiglia può essere formata solo da un uomo e da una donna: partendo da questo presupposto e lavorando insieme, difenderemo la famiglia tradizionale. Troppo il sangue versato di bimbi innocenti, e non parlo solo di guerra, ma anche di aborto ed esperimenti di genetica. Ci sono ancora delle differenze dogmatiche che non possiamo appianare in un giorno, ma l'incontro ha posto un tassello importante. Il mondo di oggi vive gravi problemi che possono essere risolti solo unendo e non dividendo.

— L'incontro tra il Papa e il Patriarca può rafforzare la posizione della Russia?

— Deve essere chiaro: le sanzioni contro la Russia nascono dopo la nostra legge contro la propaganda gender verso i minori. Il risultato della legge, che vuole difendere i nostri figli, ha fatto scaturire mesi di campagna internazionale contro la Russia. Una guerra di disinformazione che è culminata in alcuni atti di boicottaggio delle Olimpiadi di Sochi. Poi c'è stata la crisi ucraina fomentata dagli USA e a seguire il ribasso pilotato del prezzo del petrolio per colpire l'export russo. Tutto è partito dal fastidio che quella legge dà alle lobby più influenti, che vogliono il male del mondo e dell'Occidente, persino scatenando la guerra contro la Russia.

— La Russia però va avanti per la sua strada, nonostante la propaganda.

— Noi siamo stati invitati in Siria e ci siamo andati per difendere i cristiani perseguitati dall'ISIS-Daesh. Ma è una situazione molto complicata. L'islamismo radicale è utile alla NATO, cioè agli americani: non scordiamoci che Al-Qaeda è stata costruita da loro per contrastare i sovietici in Afghanistan. L'America utilizza geopoliticamente queste forze per fare i loro interessi, e l'instabilità del Medioriente è figlia degli interessi di una sola parte. Per l'Europa c'è poco margine di libertà nelle scelte, essendo bloccata nella tela che tessono gli Stati Uniti di Obama.

— La Russia sta vincendo la guerra contro il Daesh?

— Noi siamo una forza di stabilizzazione. Dobbiamo risolvere i problemi della Siria in Siria. Abbiamo un 8% di islamici al nostro interno, che sono molto patrioti e favorevoli alle politiche del presidente Putin contro il Daesh. Sanno che se la Russia non combattesse oggi in Siria, domani avremmo i terroristi in azione sul nostro territorio. Anche per questa ragione continuiamo a lavorare per costruire una coalizione con i Paesi europei, per aiutarli contro l'emergenza profughi.

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Tags:
ISIS, Famiglia, Terrorismo, Unioni civili, Operazione della Russia in Siria, Lotta al terrorismo, ONLUS, ONU, NATO, Patriarca Kirill, Papa Francesco, Siria, USA, Russia
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