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    Papa Francesco (foto d'archivio)

    Successo comune di cattolici e ortodossi l'incontro tra Papa Francesco e Patriarca Kirill

    © AFP 2017/ Vincenzo Pinto
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    L'incontro tra il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill e Papa Francesco, che avviene oggi a Cuba, può essere ritenuto un successo generale degli ortodossi e dei cattolici.

    Lo ha dichiarato in un'intervista esclusiva con "RIA Novosti" il fondatore dell'influente Comunità cattolica di Sant'Egidio ed ex ministro italiano della Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi.

    A suo parere, il principale merito della realizzazione dello storico incontro a Cuba appartiene a due persone: il Patriarca Kirill e Papa Francesco, che hanno dimostrato una maggiore apertura e disponibilità per un dialogo esteso.

    Ha sottolineato che il Patriarca Kirill conosce tutto il mondo cristiano ed è una figura internazionale. "E' stato capace di scegliere il momento giusto per questo incontro, affinchè non fosse solo un'occasione per i fotografi, ma l'inizio di una nuova epoca. Questo è il suo merito," — ha detto il professore.

    "Allo stesso modo ha dei meriti Papa Francesco, grazie alla sua visione lungimirante e aperta del mondo. L'Ortodossia russa ne è al corrente. Già a Buenos Aires era amico del metropolita Platon per l'Argentina e l'America Latina, ha preso parte a numerosi incontri con gli ortodossi", — ha notato Riccardi.

    "Si tratta di due persone caratterizzate da una grande apertura e sono così intelligenti che l'incontro non resterà solo un'occasione per fotografi e giornalisti," — ha sottolineato l'ex ministro.

    "Questo incontro è stato preparato lentamente per molti anni, le guide delle due Chiese hanno sempre tenuto il filo colloqui nelle loro mani" — ha detto Riccardi.

    Il fondatore della Comunità di sant'Egidio ha osservato che nel processo di preparazione dell'incontro tra le guide delle maggiori chiese cristiane hanno preso parte e contribuito molte figure di primo piano tra i cattolici e gli ortodossi. Non ha voluto rivelare i dettagli di questo processo, anche se, secondo RIA Novosti, nel novembre 2012 durante la visita del ministro a Mosca si era discussa la possibilità di organizzare un incontro tra Papa Benedetto XVI e il Patriarca Kirill a Milano.

    "Non mi piace molto parlarne. Tutti abbiamo cercato di dare un contributo a questo processo, sin dai tempi di Giovanni Paolo II, Alexey II e Benedetto XVI", — ha detto.

    Secondo Riccardi, i membri della Comunità di sant'Egidio hanno avuto molti incontri e conversazioni aperte con Kirill, sia quando dirigeva il Dipartimento delle Relazioni Esterne della Chiesa Ortodossa russa, sia quando è diventato Patriarca.

    "Noi lo consideriamo un amico e nutriamo grande rispetto per lui. Gli stessi sentimenti di amicizia e di rispetto ci legano alla Chiesa Ortodossa russa, una chiesa di martiri che ha sofferto molto nel recente passato ed ora sta vivendo una risurrezione (…) Sono sicuro che l'incontro di Francesco e Kirill sarà visto come una risurrezione, anche alla luce del dramma del mondo moderno", — ha concluso Riccardi.

    Il primo incontro tra le guide della Chiesa Ortodossa Russa e della Chiesa Cattolica Romana avviene oggi all'Avana. Le parti hanno auspicato che "questo evento diventi un auspicio di speranza per tutti gli uomini di buona volontà" ed hanno esortato i cristiani a pregare affinchè porti "buoni frutti."

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    Società, cristiani, Religione, Chiesa Cattolica, Chiesa Ortodossa, Papa Francesco, Patriarca Kirill, Vaticano, Russia, Cuba
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