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    Manifestanti filogovernativi in piazza al Cairo nel 5° anniversario della rivolta del 2011

    Gli USA sognano i Fratelli Musulmani 2, ma l'Egitto non ci sta

    © AFP 2017/ MOHAMED EL-SHAHED
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    L'Egitto ha da poco "festeggiato" il quinto anniversario della Rivoluzione del 2011. Questa data si porta dietro memorie contrastanti, alcune gioiose, altre dense di terrore. Ai sogni costruttivi fecero da contraltare pensieri distruttivi.

    La rivolta del gennaio di cinque anni fa rappresentò una reazione combinata, in cui il sogno degli egiziani coincise con gli interessi dell'Occidente. Le speranze di un futuro migliore e la liberazione da un regime corrotto fecero gola agli interessi degli USA di dominare l'Egitto. Questo incastro di eventi trasformò i sogni egiziani di un cambiamento positivo in una macchina distruttiva che ha finito per rovinare il paese. Per gli egiziani il 25 gennaio è la commemorazione di una rivoluzione in cui il popolo chiese un cambiamento, rifiutando la corruzione e immaginando di costruire un nuovo Egitto sulle basi di giustizia, libertà e dignità. Nello stesso tempo i nemici del Cairo sfruttarono questo momento di vulnerabilità del paese per assumere il controllo del paese.

    Oggi ci sono gruppi e individui che si augurano di tornare sulla scena politica dopo che hanno rovinato il paese perseguendo i loro comodi personali. Ne è un esempio l'organizzazione terroristica dei Fratelli Musulmani che vorrebbero vedere una terza rivolta contro l'attuale regime (la prima fu nel gennaio del 2011 e la seconda nel 2013). Il gruppo islamista sta vivendo un'illusione orribile perchè non sono consapevoli di essere rifiutati in Egitto e che le loro idee non hanno il supporto dell'opinione pubblico. I Fratelli Musulmani non riconoscono neanche che la loro organizzazione è una cosa del passato, in che senza dubbio agita i sonni della Turchia, fondatore e primo sponsor del gruppo terroristico.


    Una tweet con le immagini della rivolta del gennaio 2011. In tutte le Primavere Arabe un grande ruolo fu esercitato dalla mobilitazione attraverso i social network


    La rivolta del 25 gennaio 2011 in Egitto, così come le successive Primavere nella regione araba hanno rovesciato il sogno americano in un terribile incubo dopo che è naufragato l'intento del "triangolo del male" USA-Israele-Gran Bretagna. Il grande schema è quello di frammentare il Medioriente in tanti piccoli stati in guerra fra loro. Questo canovaccio è stato applicato con successo in Iraq, Siria, Libia e Yemen, ma è fallito in Egitto. Il Cairo è l'unica eccezione perchè il popolo e l'esercito sono rimasti uniti contro il regime totalitario spazzato via nella rivolta del 30 giugno del 2013, che ha restituito all'Egitto la sua unità e la sua potenza ed ha dimostrato al mondo intero che il popolo egiziano ed il suo esercito sono uniti.

    Paolo Gentiloni, ministro degli esteri italiano
    © East News/ ASSOCIATED PRESS/FOTOLINK
    Le Primavere arabe da rivoluzioni contro regimi in crisi sono state trasformate in distruzioni di massa degli stati, con il supporto delle potenze occidentali, che fin dagli anni '90 ambivano a rovesciare tutti i regime dichiaratamente contro l'egemonia americana, regimi come la Siria, la Libia e l'Iraq. E' lo stesso vale per il popolo egiziano, che condanna l'amministrazione USA così come quella di Israele, proprio quella che ha spinto l'intelligence americana ad attuare i piani strategici di indebolire stati chiave del mondo arabo, come Siria, Iraq ed Egitto, per frammentarli e spartirseli. Tutti hanno visto l'ascesa dell'intelligence statunitense nella sfera politica di questi paesi. In alcuni paesi ha funzionato, in Egitto no, perchè il paese si è opposto fermamente a queste forze distruttive.

    Gli USA, Israele e la Gran Bretagna immaginavano che il compito in Egitto fosse facile, specialmente dopo la rivolta del 25 gennaio e la salita al potere dei Fratelli Musulmani. Eppure si sono presto dovute ricredere, quando hanno visto quando si è rivelata difficile l'intera questione dopo che il popolo egiziano ha bloccato il piano a lungo termine degli USA, estromettendo i Fratelli Musulmani dalla scena politica con la rivolta del 30 giugno 2013. Dopo l'anniversario di quest'ultima c'era qualcuno che credeva che il 25 gennaio 2016 una nuova rivoluzione sarebbe potuta scoppiare per riportare al potere i Fratelli Musulmani. Queste speculazioni si sono invece rivelate distanti dalla realtà: per l'Egitto i Fratelli Musulmani sono acqua passata.

    Articolo pubblicato dal sito What they Say about USA

    Tags:
    Primavera araba, Rivoluzione, Egitto, USA
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