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    Nord Stream 2: “il tubo della discordia” che sta spaccando l’Europa

    © AFP 2017/ Sakis Mitrolidis
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    Secondo il Die Zeit, sia i critici quanto i sostenitori del progetto cercano di difendere i propri interessi nazionali al riparo di discorsi sulla solidarietà europea. I danni sono inevitabili: “quando collaborano più di due paesi, il terzo soffre sempre”.

    Il risultato della "guerra della conduttura", che si è scatenata in Europa attorno al progetto Nord Stream 2, ancora non è stato stabilito, ma è già chiaro che questa iniziativa avrà un grande prezzo politico per la Germania. Lo ha scritto il quotidiano tedesco Die Zeit.

    La pubblicazione rileva che il dibattito della questione energetica all'interno dell'establishment europeo spesso è rappresentato dal discorso degli interessi nazionali che si presentano protetti dalla solidarietà. Ucraina e Slovacchia temono i pagamenti del suo transito; la Polonia non vuole perdere la conduttura Yamal'Europa; l'Italia, il cui premier Matteo Renzi si è unito al coro degli oppositori, vorrebbe realizzare il progetto con Gazprom.

    "Quando collaborano più di due paesi, il terzo soffre sempre" ha diplomaticamente risposto il premier sloveno Robert Fico. Il suo collega, il primo ministro ucraino Arsenij Yazenyuk ha definito il progetto "anti-ucraino", la Naftogaz ha sporto querela alla Comunità energetica europea.

    Il dirigente della compagnia Wintershall — che partecipa al progetto Nord Stream 2 — Mario Meren ritiene che i problemi del gas siano legati più alla geologia che alla geopolitica, e propone di condividere i problemi politici ed economici. Egli ha osservato che le relazioni tra la Russia e l'Europa oggi sono difficoltose, ma questo non significa che il progetto, che aumenta la sicurezza energetica del Vecchio Mondo, dovrebbe essere abbandonato per ragioni politiche.

    "Tutti i gasdotti che passano attraverso diversi paesi, sono un progetto puramente commerciale, che richiede investimenti ingenti che si recuperano a lungo termine, e colpisce gli interessi delle forze di tutto il mondo" scrive il Die Zeit, ricordando che la Polonia e gli Stati baltici hanno criticato anche il primo Nord Stream, pianificato dal presidente russo Vladimir Putin pianificato e dall'allora cancelliere Gerhard Schroeder, che ora dirige un comitato degli azionisti di Nord Stream AG.

    La pubblicazione si chiede: le condutture che passano attraverso le acque internazionali del Mar Baltico, ricadono in genere sotto l'azione della legislazione europea? Ne hanno parlato anche il cancelliere tedesco Angela Merkel e il vice Cancelliere e Ministro dell'Economia e dell'Energia Sigmar Gabriel.

    "Senza il coordinamento con le autorità dell'Unione Europea la realizzazione del  progetto Nord Stream 2 sarebbe molto più facile" segnala il giornale.

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    Dissidi, gas della Russia, gasdotto, Costruzione Nord Stream 2, gasdotto Nord Stream 2, Nord Stream-2, Gazprom, Unione Europea, Russia
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