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    Impianti petroliferi in Arabia Saudita

    Il gioco pericoloso dell’Arabia Saudita

    © AP Photo/ JOHN MOORE
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    Mantenendo costante la produzione petrolifera dei Paesi dell’Opec, il regno dei Saud colpisce duramente anche gli amici d’oltre oceano.

    L'industria petrolifera americana sta vivendo la più grande recessione dopo il 1990.

    Dal giugno del 2014 il barile ha perso il 70% del valore. Più di due terzi degli impianti di perforazione sono stati tagliati e la forza lavoro nel settore è scesa di 250mila unità. Ben 150 compagnie potrebbero a breve presentare istanza di fallimento. Alcune compagnie petrolifere stanno mantenendo la produzione semplicemente per generare abbastanza denaro per pagare i debiti bancari.

    Sono migliaia le aziende nate sull'onda del business dello shale oil grazie al denaro preso in prestito dalle banche. Niente di tutto questo sembrava preoccupare Wall Street, che ha inondato i mercati di debiti, ora non più esigibili.

    Il Fondo monetario internazionale stima che i ricavi di Arabia Saudita e dei suoi alleati del Golfo Persico perderanno 300 miliardi di dollari solo nel 2016. Il gioco pericoloso dell'Arabia Saudita che, mantenendo costante la produzione petrolifera dei Paesi dell'Opec, vuole fare rivivere alla Russia la crisi dei prezzi petroliferi del 1980, ma colpisce anche gli amici d'oltre oceano.

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    Crollo prezzo del petrolio, prezzi petrolio, Petrolio, Wall Street, Arabia Saudita, USA
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