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    Segretario di Stato USA John Kerry

    Siria: Kerry esasperato agli alleati: “Dovevate trattare”

    © AP Photo/ Molly Riley
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    “Cosa volete che faccia? La guerra ai russi? Prendetevela con la vostra opposizione!”

    Così, secondo Middle East Eye, un esasperato John Kerry è sbottato a Londra alla "conferenza dei donatori per la Siria", parlando con non meglio identificati "cooperanti" allarmatissimi perché i loro jihadisti (con cui cooperano) vengono cancellati da Aleppo dai sempre più intensi bombardamenti russi e dalle forze di terra siriano-iraniane. Aleppo, dopo anni di terrore sotto il tallone jihadista, sta per essere liberata — o per cadere, secondo l'altro punto di vista. Decine di migliaia di jihadisti e familiari scappano e bussano al confine turco, e i media occidentali si commuovono sulla loro sorte, come mai non si sono commossi per la sorte degli altri siriani da Al Nusra e da Daesh.

    Il grido di Kerry, "prendetevela con la vostra opposizione", è chiaramente rivolto a Erdogan, alla monarchia saudita e a Doha. Sono stati i terroristi da loro gestiti, palesemente dietro loro ordine, a rifiutarsi di partecipare, in veste di "Opposizione moderata", ai colloqui di Ginevra (caldeggiati da Mosca e organizzati da Staffan de Mistura come mediatore Onu), mandandoli a monte e rigettando un cessate-il-fuoco: fermi sul punto che "Assad must go" (via Assad) prima di cominciare i colloqui.

    Gli sembrava di essere furbi.

    Invece hanno dato alle forze aeree di Mosca e al generale iraniano Suleimani, la mente delle forze terrestri, i giorni necessari per troncare Aleppo dalle sue vie di rifornimento e completarne l'accerchiamento. Presto Aleppo sarà liberata (o cadrà, diranno i media occidentali); se l'opposizione "moderata" viene disfatta sul campo di battaglia, non c'è bisogno di colloqui di pace, come commenta Zero Hedge. Il governo di Assad viene rafforzato. Sì, "Daesh opera ancora ad Est, ma è un problema che Mosca e Teheran regoleranno in breve, dato che hanno il possesso dei centri urbani maggiori". (Aleppo ha, o aveva, 350 mila abitanti).

    Nei giorni scorsi, gli sconfitti nella guerra per interposti jihaisti, smaniando e delirando, hanno resi noti progetti di invadere la Siria con truppe di Terra (l'Arabia Saudita), o hanno ammassato forze al confine mandando i segnali di un'invasione prossima, la Turchia di Erdogan — che ha effettivamente bombardato alcuni posti in Siria.

    Una centrale neocon americo-sionista, il Washington Institute for Near EastPolicy, ha apertamente consigliato alla Turchia di affrettarsi a invadere la Zona della Siria che aveva in progetto di rendere un "santuario protetto" per i jihadisti:

    "Le forze armate turche hanno un'artiglieria moderna dalla portata di 35-40 chilometri, droni ed altri mezzi per proteggere le forze amiche che governerebbero una zona di sicurezza turca..Il mezzo efficace di sorvegliare la zona frontaliera di Azaz-Jarabulus sarebbe far sì che ci siano, sul lato siriano della frontiera, molte forze amiche..queste potrebbero essere i turcmeni siriani che sono etnicamente legati ai turchi e son formati dalla Turchia", consigliava il think-tank il 29 gennaio ("A Turkish-Friendly Zone Inside Syria").

    Strateghi da tavolino smanianti al vedere i loro protetti prossimi alla disfatta. Fra i frenetici va' annoverato Ashton Carter, il capo del Pentagono; che, con McCain, ha fatto vaneggiare Washington dell'invio di truppe (americane!) sul terreno, poi di sauditi (che non riescono a battere nemmeno gli Houti), poi annunciando che il Pentagono riarmerà fortissimamente l'Europa per "contenere la Russia": sempre più sottomarini di classe Virginia, nuovissimi bombardieri per colpire la Russia in profondità, cingolati Leopard di nuova classe (2A7), elicotteri d'assalto Apache ZAH64, e — ah già, l'invincibile caccia F-35.

    …E intanto Obama rigettava una proposta di Mosca di creare in Giordania un centro consultivo di coordinazione della situazione in Siria, per coordinare le operazioni.

    "Gli americani hanno risposto che i nostri paesi perseguono scopi differenti e quindi si limitano alla sola firma del memorandum di prevenzione di incidenti fra le nostre rispettive forze aeree sul cielo siriano", ha detto il viceministro della difesa Anatoly Antonov. Notevole, mentre l'America e i suoi alleati nell'area sembravano prepararsi alla terza guerra mondiale, la flemma con cui Lavrov invitava a tornare ai negoziati di Ginevra anche i sauditi….

    Segretario di Stato USA John Kerry
    © REUTERS/ Brendan Smialowski
    Adesso è tardi. Secondo i "cooperanti" filo-jihadisti che hanno assistito alla sfuriata di Kerry, "ha detto che è stata l'opposizione a non voler negoziare e non volere la tregua". Secondo un altro di questi, "che ha fatto da collegamento tra i governi siriano e americano nei sei mesi passati, Kerry ha passato il messaggio già in ottobre che gli Usa non vogliono più la rimozione di Assad. La fonte ha detto che se Assad la finiva di lanciare bombe a barile (le bombe fatte in casa che il regime usava prima dell'intervento russo, di cui la propaganda ha magnificati il potere sterminatore sui civili), lui, Kerry, poteva ‘vendere la storia' all'opinione pubblica". Insomma par di capire: vedete, Assad ci obbedisce, non lancia più quelle terribili bombe, può restare.

    Kerry ha segnalato che non avrebbe seguito gli "alleati" nelle ulteriori avventure a favore dei jihadisti? "Turchia e Arabia Saudita sono estremamente a disagio di fronte al potenziale collasso dalla Free Syrian Army, l'opposizione riconosciuta dagli Usa", conclude Middle East Eye.

    Sembra che Putin (e Lavrov, Teheran e Assad) abbia vinto. Per questo giro almeno.

    Originariamente pubblicata sul sito di Maurizio Blondet

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    Tags:
    Terrorismo, jihad, jihadista, Crisi in Medio Oriente, crisi in Siria, Lotta al terrorismo, Daesh, Al Nusra, Vladimir Putin, Staffan de Mistura, Bashar al-Assad, Recep Erdogan, John Kerry, Medio Oriente, USA
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