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14:03 22 Ottobre 2019
Mar Glaciale Artico

La Russia presenta all’ONU la richiesta di ampliamento della piattaforma artica

© Sputnik . Alexander Kovalyov
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La Russia dal 2001 avanza delle pretese territoriali su un settore ricco di idrocarburi della piattaforma artica, ma la precedente richiesta è stata respinta per mancanza di informazioni. La prossima sessione della Commissione dell’ONU riguardo i confini della piattaforma contintentale avrà luogo dal primo febbraio al 18 marzo.

Il ministro dell'Ambiente russo Sergej Donskoj il 9 febbraio ha presentato all'ONU la richiesta di ampliamento della piattaforma contineantale del paese nel Mar Glaciale Artico. Si tratta di un settore di fondali marini situato a 200 miglia dal confine del settore polare russo compresa nella zona del Polo Nord.

La Russia dal 2001 pretende il lotto ricco di idrocarburi della piattaforma, inclusi il crinale Lomonosov e le alture Mendeleev, ma la richiesta è stata respinta per la mancanza di informazioni. Nuove spedizioni al Polo Nord e ricerche sismiche e geologo-geografiche nel Mar Glaciale Artico per lo studio dell'ambiente geologico delle alture Mendeleev e della dorsale Lomonosov si sono protratti per oltre dieci anni.

A seguito delle ricerche, è stata inviata una richiesta alla Commissione per i confini della piattaforma continentale dell'ONU nel mese di agosto 2015. Il ministro Donskoj ha evidenziato che a Mosca aspettano una decisione positiva alla richiesta russa, tuttavia ha ammesso che "il progetto della rivendicazione delle forntiere esterne russe sarà incrementato o decrementato".

In conformità con la convenzione ONU per il diritto marittimo del 1982, gli stati marini hanno diritto a fissare una zona economica esclusiva larga 200 miglia dalla costa. Nel caso della continuazione della piattaforma oltre questi confini il paese può allargare i suoi confini fino a 350 miglia. Entro questi confini lo stato ottiene il controllo sulle risorse, in particolare sugli idrocarburi. Nella richiesta della Russia presentata ad agosto si è notato che le zone del fondale marino indicate nel documento sono componenti naturali dell'estremità continentale, alla quale, secondo il punto 6 dell'articolo 76 della Convenzione dell'ONU per il diritto marittimo, "non si applica il limite di distanza di 350 miglia marine dalla linea di base". Se le regioni indicate saranno riconosciute come continuazione della piattaforma continentale russa, il paese avrà il diritto prioritario sul loro sfruttamento. Secondo i dati del ministero dell'Ambiente russo le risorse di idrocarburi previste sarebbero 4,9 miliardi di tonnellate di combustibile convenzionale.

La richiesta della Russia non è l'unica. I settori artici appartengono a Danimarca, Norvegia, Canada e Stati Uniti. Nel dicembre 2014, la Danimarca e il suo territorio autonomo della Groenlandia hanno presentato all'ONU la richiesta di espansione dei confini esterni della propria piattaforma continentale nel Mar Glaciale Artico, pretendendo una superficie artica di circa 900 mila chilometri quadrati. 

L'esame di questa richiesta, come previsto, inizierà la quarantesima sessione della Commissione. Nel 2014, il Canada ha avanzato la sua richiesta, che è stata successivamente ritirata. Gli Stati Uniti parlando anche di richiesta, ma potranno presentarla solo a condizione di adesione alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto marittimo del 1982. In precedenza, la Commissione delle Nazioni Unite ha esaminato e ha preso una decisione positiva sulla richiesta della Norvegia riguardo il bacino artico. La richiesta della Russia ha diritto ad una esaminazione straordinaria, come già discusso nella Commissione nel 2002. Il ministero dell'Ambiente russo ha sottolineato che, dato il notevole volume di questa richiesta, l'esaminazione potrebbe richiedere dai tre ai cinque anni.

La Commissione delle Nazioni Unite è stata creata nel 1997, ed è formata da 21 persone, rappresentanti di Canada, Messico, Trinidad e Tobago, Danimarca, Paesi Bassi, Polonia, Russia, Croazia, India, Corea, Giappone, Ghana, Nigeria, Camerun, Mozambico, Brasile, Argentina, Pakistan, Malesia, Cina e Kenya. La richiesta della Russia dovrà essere studiata da una sotto-commissione di sette persone.

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Rivendicazione, Richiesta, estrazione petrolio, confini, Petrolio, ONU, Polo Nord, Mar Glaciale Artico, Russia
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