02:44 16 Giugno 2019
La chiesa di tutte le religioni, Kazan

Il Papa e il Patriarca un'incontro storico ma senza svolte

Mondo
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Petr Romanov
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L'incontro annunciato nei giorni scorsi all'Avana tra le guide della Chiesa Ortodossa e della Chiesa Cattolica sarà un evento storico, non c'è dubbio. Se non altro per le reciproche incomprensioni durate molti secoli e per l'assenza di precedenti.

Lo storico ed esperto dell'America Latina Petr Romanov, commenta per la rivista "Argumenty i Fakty" (AIF)  il contesto in cui avverrà il primo incontro storico ed epocale tra il Patriarca di Mosca e il Papa." A suo tempo lo zar russo Pavel I, quando Napoleone minacciava il Vaticano, aveva persino offerto a Papa Pio VI di trasferirsi temporaneamente a San Pietroburgo. Papa Giovanni XXIII, secondo la testimonianza della figlia di Nikita Chrusciov, era stato invitato al Cremlino dal leader sovietico. L'incontro tuttavia è saltato: sia per motivi politici, sia per la morte prematura del Pontefice. I presidenti della Russia post-sovietica più di una volta hanno avuto colloqui con i Papi. Benedetto XVI ha incontrato Dmitry Medvedev, così come Papa Francesco ha parlato due volte con Vladimir Putin.

Putin e Papa Francesco
Putin e Papa Francesco

Ma i Patriarchi di Mosca e di tutta la Russia hanno sempre rifiutato di avere contatti personali con i Papi, imponendo diverse condizioni per iniziare il dialogo. Il Vaticano era disposto a negoziare in misura maggiore, anche se non ha mai manifestato una volontà decisa a parlare con le guide spirituali ortodosse. Che cosa è successo adesso? O forse, il che è più importante: che cosa accadrà?

La Chiesa Ortodossa ha spiegato il motivo formale del suo brusco cambiamento di posizione, sottolineando che tutte le tradizionali controversie e divergenze sono rimaste. Gli ortodossi accusano da molto tempo il Vaticano di proselitismo, ovvero di intraprendere tentativi per convertire e diffondere il Cristianesimo Cattolico-Romano in Russia. Ricordiamo un episodio dei tempi antichi dello zar Ivan III, il quale desideroso di rafforzare la sua immagine decise si sposarsi con Sophia Paleologa, nipote dell'ultimo imperatore bizantino Costantino XI. Il pragmatico Ivan aveva deciso di compiere questo passo non senza dubbi e in effetti i suoi sospetti non erano vani. Alla testa del convoglio della futura sposa, il rappresentante papale Antonio Bonombra portava una grande croce cattolica, con la quale si apprestava ad entrare ufficialmente nella capitale ortodossa. Oltre a Sophia Paleologa, Roma sembrava volesse portare a Mosca l'idea di unità cattolica. Pertanto il problema venne risolto radicalmente: il boiardo Fedor lo Zoppo, su comando di Ivan III, strappò via con la forza la croce dell'inviato del Papa a 15 miglia da Mosca.

Il vecchio problema dell'unità ancora oggi rovina seriamente le relazioni tra la Chiesa Ortodossa Russa e il Vaticano, anche in relazione agli eventi in Ucraina. Come osservato nella conferenza stampa della Chiesa Ortodossa Russa dedicata allo storico incontro, la Chiesa Greco-Cattolica ucraina ha esasperato la retorica  russofobica e gli attacchi contro gli ortodossi. Sospetto che non sia tanto responsabile il Vaticano, piuttosto l'atmosfera russofobica creatasi in Ucraina. Suppongo che lo pensi anche la Chiesa Ortodossa Russa.

Papa Francesco ed il patriarca di Mosca e di tutta la Rus Kirill
© AFP 2019 / Filippo Monteforte. Sputnik/Sergey Pyatakov
Per la Chiesa Ortodossa il motivo per cambiare la posizione sui contatti di alto livello con il Vaticano è stata, lo cito, "la situazione esistente oggi nel Medio Oriente, in Africa settentrionale e centrale e in diverse altre regioni, in cui i fondamentalisti islamici stanno compiendo un vero e proprio genocidio della popolazione cristiana". E 'difficile non essere d'accordo con le conclusioni: la situazione "richiede un'azione immediata e una più stretta collaborazione tra le chiese cristiane. Occorre mettere da parte le differenze interne ed unire gli sforzi per salvare il Cristianesimo in quelle regioni in cui subisce le persecuzioni più gravi."

Ma che cosa può fare concretamente l'incontro all'Avana per migliorare la situazione dei cristiani? Come il Vaticano e la Chiesa Ortodossa Russa possono mettersi di traverso contro le azioni dei terroristi fanatici? Molto probabilmente al termine dell'incontro ci sarà una dichiarazione congiunta, che condanna questi crimini ed esorta tutti ad opporsi alle azioni dirette contro i cristiani.

Cosa può effettivamente fare il Vaticano oggi? I tempi in cui il Pontefice imponeva la politica ai sovrani europei sono ormai lontani. Al momento l'Europa occidentale ha problemi in abbondanza. Naturalmente i cattolici non sono pochi tra gli europei, tuttavia non determinano il corso politico di Bruxelles. Lo provano le dichiarazioni dell'attuale Papa, che si distinguono per un atteggiamento fortemente critico della realtà moderna del mondo capitalista: nella migliore delle ipotesi i politici dell'Europa si mostrano indifferenti o nel peggiore dei casi manifestano disprezzo.

Come viene considerato l'attuale Pontefice dalla maggioranza protestante degli Stati Uniti? Ecco un estratto dal messaggio di Papa Francesco dell'enciclica "Evangelii Gaudium": "Fino a quando i problemi dei poveri non saranno radicalmente risolti con la rinuncia dell'autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria, nonché con l'eliminazione delle ragioni strutturali della disuguaglianza, non verranno trovate soluzioni ai problemi del mondo e non si risolverà nessun problema." "Il mondo è avvelenato dallo spirito del consumismo", anche questa è una sua citazione. Inoltre rappresenta la linea attuale del Vaticano. Anche se non tutti i cardinali della Curia la condividono, l'attuale Papa argentino ha portato con sé dall'America Latina la particolare attenzione per le questioni sociali. Ecco perché qui è nata la "Teologia della Liberazione", che ha cercato di unire il "Discorso della Montagna" e il Marxismo. Proprio qui i sacerdoti ricoprono un ruolo importante nella difesa dei diritti umani. Proprio qui anche il Cattolicesimo conservatore più esplicito (il famoso Ordine dell'Opus Dei) gioca un ruolo importante nell'affrontare le questioni sociali.

Papa Francesco è un gesuita, consapevole di come vive la gente che "non naviga nell'oro". Tuttavia la storia dei gesuiti dell'America Latina è molto diversa rispetto al resto del mondo. Ad esempio i gesuiti istruirono e si presero cura degli indiani del Paraguay, poi passarono dalla loro parte durante la rivolta contro gli schiavisti. Papa Francesco ha portato con sé questa eredità latino-americana in Vaticano. Alcune delle affermazioni del Papa suggeriscono che, a differenza di molti dei suoi predecessori, il Signore gli è più vicino degli interessi corporativi del Vaticano. Inoltre non è un uomo della Curia, pertanto viene rispettato da tutte le altre confessioni cristiane.

Patriarca Kirill
© Sputnik . Sergey Pyatakov
Patriarca Kirill

Il Patriarca Kirill incontrerà questo Pontefice. Ma questi aspetti positivi del Papa, che lo rendono un interlocutore accettabile per la Chiesa Ortodossa Russa, d'altra parte riducono al minimo le possibilità di difesa della cristianità del Vaticano nel mondo di oggi. Papa Francesco piace a molti, ma sono pochi i suoi sostenitori tra i potenti della Terra.

Così, se il principale obiettivo dichiarato dell'incontro dell'Avana consiste nello sviluppo di misure contro le persecuzioni dei cristiani del giorno d'oggi, non vedo cosa possano fare questo Pontefice e il Patriarca. Ad eccezione di una loro preghiera comune.

Secondo quanto dichiarato, entrambe le parti auspicano che il dialogo dell'Avana permetta di "aprire una nuova pagina nei rapporti tra le due Chiese".

Tuttavia sono troppo grandi  i vecchi rancori e le incomprensioni tra il Vaticano e la Chiesa Ortodossa Russa, per non parlare delle differenze puramente teologiche e dell'inerzia delle congregazioni, che rappresentano i due capi delle Chiese. Qui le divergenze reciproche sono ancora di più. Per i due capi delle chiese è più semplice trattare rispetto alle congregazioni, ma le loro posizioni comunque riflettono quelle delle rispettive congregazioni.

In altre parole ritengo che non vale la pena aspettarsi miracoli dall'incontro, considerando che nessuno per secoli ha cercato una "nuova pagina" delle relazioni bilaterali tra la Santa Sede e il Patriarcato di Mosca.

Tuttavia per il Papa e il Patriarca di Mosca, parlarsi per la prima volta dopo tanti secoli di silenzio, non guasta.

Tags:
Incontro, Patriarca Kirill, Papa Francesco, Cuba
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