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    Civili in fuga da Cizre da operazione anti-terrorismo di Erdogan

    In Turchia regime dittatoriale senza pietà, l'umanità finisce a Cizre

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    A Londra il premier turco chiede soldi per accogliere i profughi siriani e si lamenta dei presunti "crimini" perpetrati dall'esercito e dei bombardamenti russi "contro i civili", mentre in Turchia sud-orientale, città a maggioranza curda, l'esercito spara contro i civili, i feriti non vengono curati e i cadaveri giacciono sulle strade.

    Un gruppo di 132 tra accademici, medici e rappresentanti del mondo della cultura turca hanno firmato un appello al governo nazionale per salvare le persone ferite che da più di una settimana restano bloccati nel seminterrato di una casa fatiscente nella città di Cizre, nel sud-est della Turchia. L'appello dal titolo "L'umanità sta morendo sotto i nostri occhi a Cizre," si conclude con queste parole: "Se non li salverete, lo faremo noi." Uno dei firmatari della lettera, il famoso attore di teatro Orhan Alkaya in un'intervista con l'edizione turca di Sputnik (Sputnik Türkiye) ha parlato dei motivi che lo hanno spinto a firmare l'appello alle autorità.

    "La Turchia è diventata un paese i cui abitanti sono costretti ad uscire con in mano una bandiera bianca. La nostra lettera contiene un appello semplice: se lo Stato non è in grado di compiere il suo dovere e salvare queste persone, che almeno non impedisca di farcelo fare a noi.

    Una persona con una coscienza non può rimanere indifferente, visto che ai feriti viene negata l'assistenza medica di base, condannandoli ad una morte dolorosa, vedendo che i corpi di quelli uccisi negli scontri armati contro i civili non possono essere sepolti da settimane e restano distesi nelle strade. Possono guardare queste immagine con freddezza e tranquillità solo le persone prive di compassione e di coscienza".

    "Uno dei principali obiettivi del regime dittatoriale al potere è affliggere tutta la popolazione con un sentimento di ansia. Questo è quello che stiamo vedendo ora: la paura viene iniettata nelle persone dappertutto. No, non ho paura delle conseguenze di questo passo. Perché dovrei avere paura? Una persona ha una sola vita. La si può vivere onestamente e con dignità. Ma forse no. Questa è la scelta di ciascuno di noi".

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    Tags:
    Società, Curdi, Crimini di guerra, governo, Recep Erdogan, Turchia
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